Verona ricorda i caduti di Cefalonia: commemorato l’82° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui

Al Parco delle Mura la cerimonia in memoria dei 4.800 militari italiani trucidati dai nazisti nel 1943. Presenti autorità, associazioni e cittadini

Damiano Tommasi

Profonda commozione e partecipazione al Parco delle Mura di Verona per l’82° anniversario dell’eccidio della Divisione Acqui, uno degli episodi più tragici e simbolici della Resistenza italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. La cerimonia si è svolta davanti al monumento ai caduti veronesi realizzato nel 1966 dallo scultore Mario Salazzari, partigiano e poeta.

L’evento, carico di memoria storica e significato civile, ha visto la presenza delle autorità civili, militari e religiose, oltre che di numerosi cittadini e rappresentanze associative, tra cui l’Associazione Nazionale Divisione Acqui (ANDA), con il suo presidente Claudio Toninel, e il Generale di divisione Maurizio Fronda, comandante attuale della Divisione. In rappresentanza delle istituzioni locali, sono intervenuti il sindaco Damiano Tommasi, il prefetto Demetrio Martino, l’onorevole Marco Padovani, e Don Flavio Riva, cappellano militare del Comfoter di Supporto.

Una cerimonia nel segno del dovere della memoria

La cerimonia ha avuto inizio con gli onori militari resi da un reparto d’onore interforze, seguiti dalla rievocazione storica affidata a Daniela Ghilardini, presidente della sezione Anda di Bergamo, che ha ricordato i tragici eventi del settembre 1943, quando la Divisione Acqui rifiutò la resa ai nazisti sull’isola di Cefalonia.

Il 22 settembre 1943, dopo giorni di combattimenti impari, l’unità italiana capitolò, ma la resa non bastò a salvare i militari: i tedeschi fucilarono 4.800 soldati e 341 ufficiali, incluso il comandante divisionale. Altri 2.000 militari persero la vita nell’affondamento delle navi che li deportavano verso la terraferma.

I veronesi nella Divisione Acqui: numeri e sacrifici

Secondo una dettagliata ricerca storica curata da Silvano Lugoboni (Comfoter di Supporto), erano almeno 471 i soldati veronesi presenti a Cefalonia. Di questi:

  • 18 furono fucilati

  • 14 risultano deceduti

  • 87 sono dispersi, di cui 5 nel Mar Ionio

  • 15 dispersi in prigionia o in altre aree

  • 163 le perdite veronesi totali

  • 220 divennero internati militari italiani (IMI)

  • 304 furono rimpatriati

  • 94 rimasero sull’isola come lavoratori coatti

  • 30 vennero incorporati nel C.I.L. (Corpo Italiano di Liberazione)

Tra i 14 ufficiali veronesi, solo uno si salvò, mentre gli altri furono fucilati o dispersi.

Tommasi: “Il nostro compito è rappresentare i valori della pace”

Il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, ha preso la parola per sottolineare l’importanza del ricordo e del ruolo delle istituzioni nel mantenere viva la memoria: “Essere qui ogni anno significa onorare il sacrificio di tanti giovani, molti dei quali veronesi, ma anche riflettere sull’attualità. Oggi le guerre colpiscono civili, ragazzi e ragazze. Il nostro compito è quello di promuovere i valori della pace, della libertà, della giustizia. Dobbiamo fermare le armi prima che sia troppo tardi”.

Tommasi ha anche lanciato un appello all’unità e al superamento delle divisioni ideologiche e semantiche: “Non dobbiamo dividerci sulle parole, ma unirci nei valori. Solo così potremo costruire una convivenza pacifica e consapevole, qui e nel mondo”.

Un ricordo che si rinnova: la Medaglia d’Onore a Giacomo Cavenati

La cerimonia si è conclusa con un momento particolarmente toccante: la consegna, da parte della nipote Raissa Francesca Cavenati, della Medaglia d’Onore conferita al nonno Giacomo Cavenati, superstite dell’eccidio e internato militare italiano della Divisione Acqui. Un gesto simbolico che ha rappresentato il legame tra le generazioni e l’importanza di tramandare la memoria di chi ha lottato per la libertà.

Un messaggio di pace attraverso la memoria

L’82° anniversario dell’eccidio di Cefalonia e Corfù è stato non solo un momento commemorativo, ma un’occasione di riflessione collettiva sul presente, nel contesto delle tensioni internazionali attuali. L’eccidio della Divisione Acqui resta una delle pagine più drammatiche della storia italiana, ma anche una testimonianza del coraggio e della dignità con cui migliaia di soldati scelsero di non piegarsi all’occupazione nazista.

Redazione

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