Un nuovo sistema tecnologico indossabile è pronto a entrare in funzione nei pronto soccorso veronesi per tutelare il personale sanitario. A partire da ottobre 2025, l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona (Aoui) attiverà un porta badge anti aggressioni in tutti i quattro pronto soccorso aziendali: Borgo Trento, Borgo Roma, Pediatrico e Ginecologico.
L’iniziativa nasce in risposta al crescente numero di episodi di violenza, verbale e fisica, segnalati negli ultimi anni, con una media stabile di oltre 30 segnalazioni annue. Il nuovo dispositivo, realizzato in collaborazione con le aziende STT e TapMyLife, rappresenta una soluzione avanzata che unisce sicurezza, efficienza operativa e rispetto della privacy.
Tecnologia wireless per l’allerta immediata
Il cuore del sistema è un badge con pulsante rosso integrato, assegnato a ogni operatore sanitario in turno. In caso di pericolo o difficoltà, basta una semplice pressione per attivare un allarme sonoro immediato, accompagnato dalla geolocalizzazione precisa dell’operatore all’interno del pronto soccorso.
Grazie a una rete di rilevatori Bluetooth a basso consumo (BLE) installati in ogni area del reparto, la posizione dell’operatore in difficoltà viene trasmessa in tempo reale e visualizzata sui monitor presenti in punti strategici della struttura. Una planimetria dedicata si illumina nella zona dove si registra l’alert, permettendo ai colleghi presenti nelle vicinanze di intervenire prontamente.
Un sistema reattivo, condiviso e rispettoso della privacy
Il sistema si distingue per una gestione dell’emergenza collettiva, superando l’approccio individuale. Tutto il personale presente viene infatti messo in condizione di intervenire tempestivamente, riducendo i tempi di risposta e aumentando l’efficacia del contenimento. La geolocalizzazione viene attivata solo al momento dell’allarme, evitando qualsiasi forma di tracciamento continuo durante il turno e garantendo piena conformità al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e alle normative sul lavoro.
Questo sistema integra anche l’infrastruttura già presente negli ospedali veronesi, in particolare quella sviluppata negli ultimi cinque anni per la navigazione indoor nelle emergenze. È proprio questa rete, arricchita con nuovi rilevatori, che consente oggi una risposta istantanea (tempo zero) in situazioni di rischio.
Un contesto che richiede nuove misure di sicurezza
L’implementazione del porta badge avviene in un contesto segnato da una crescente problematicità dell’utenza nei pronto soccorso, spesso legata a stati di alterazione dovuti ad alcol, droghe o disagio psichico. I dati raccolti dall’Aoui mostrano una stabilità nel numero di episodi segnalati, ma evidenziano anche un aumento della consapevolezza del personale e una maggiore propensione a denunciare i casi di aggressione.
Nel 2025, solo nei primi otto mesi, sono stati segnalati 30 episodi, contro i 41 dell’intero 2024 e i 24 del 2023. Gli operatori maggiormente coinvolti risultano essere infermieri e operatori socio-sanitari (Oss), in particolare di sesso femminile, mentre il personale medico risulta meno colpito.
Un tassello in un piano più ampio di tutela
Oltre al porta badge, l’Aoui ha già messo in campo altre misure di protezione: accordi con le forze dell’ordine, percorsi di formazione specifica per la gestione delle situazioni critiche, supporto psicologico e assistenza legale agli operatori. Questo nuovo strumento tecnologico rappresenta un ulteriore passo avanti nella strategia di protezione attiva del personale sanitario, chiamato ogni giorno ad affrontare l’urgenza clinica senza dover temere per la propria incolumità.
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