Truffe con falsi profili social, 30enne fermano sotto sorveglianza speciale per 4 anni

L’uomo avrebbe messo a segno raggiri in tutta Italia, compresa Verona: non potrà più usare i social né uscire di casa di notte

Un trentenne della provincia di Fermo è finito al centro di un provvedimento di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di quattro anni. L’uomo, secondo le indagini condotte dalla questura marchigiana, avrebbe messo in piedi un vero e proprio sistema di truffe online basato sulla creazione di falsi profili social e sulla sostituzione di persona. Le sue attività avrebbero coinvolto decine di province italiane, tra cui Verona, e portato a numerose denunce e condanne da parte di ben 27 tribunali diversi.

Il metodo usato

Secondo gli inquirenti, il trentenne sottraeva dati e immagini da profili reali – spesso appartenenti a conoscenti o a persone in situazioni di fragilità – per costruire identità fittizie convincenti. Utilizzando queste false identità, contattava le vittime, in particolare esercenti e tabaccai, chiedendo ricariche di carte prepagate, voucher o codici di vario genere (Amazon, Paysafecard, Money, On Shop).
In alcuni casi, avrebbe scelto profili di soggetti con problemi personali o di salute per sfruttare la maggiore disponibilità delle vittime a credere alla richiesta di aiuto.

Truffe da nord a sud

Il suo raggio d’azione si estendeva da nord a sud della penisola: oltre a Verona, risultano denunce a Milano, Roma, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Venezia, Catania e in molte altre città. Una lista lunghissima di province che confermerebbe la dimensione nazionale del fenomeno.

La misura restrittiva

Alla luce della gravità e della ripetizione dei raggiri, il tribunale ha disposto una sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per quattro anni. Le prescrizioni includono:

  • divieto assoluto di creare o utilizzare profili social,

  • obbligo di permanenza notturna in casa dalle 20 alle 7,

  • presentazione settimanale alle autorità di pubblica sicurezza.

Il provvedimento, eseguito dal personale della divisione anticrimine della questura di Fermo, mira a bloccare la capacità dell’uomo di continuare a operare online e a ridurre i rischi di nuove truffe.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La Squadra Mobile ha eseguito tre perquisizioni nell'ambito dell'indagine sul rogo del 14 aprile. Sequestrati...
piazza isolo temporale
Pioggia intensa nel pomeriggio del 10 settembre: sottopassi chiusi, traffico rallentato e interventi dei vigili...
insegnante studenti
Il presidente della Regione Veneto invita ragazze e ragazzi a vivere la scuola come un...

Altre notizie