Si è concluso nel modo più tragico il ricovero del bambino di 2 anni trasportato d’urgenza all’ospedale di Borgo Trento nella serata di sabato 28 giugno, dopo essere stato soccorso per una sindrome da annegamento in una piscina. Il piccolo si trovava con i genitori in un residence di Pacengo di Lazise, sul lago di Garda, quando si è verificato l’incidente.
Le condizioni cliniche del bambino al momento dell’arrivo in ospedale erano già estremamente gravi, e nonostante due giorni di terapia intensiva e assistenza massimale, è stato diagnosticato un danno cerebrale irreversibile. La direzione sanitaria e il personale medico hanno fatto tutto il possibile per tentare di salvare la vita del piccolo, ma senza esito.
Accertata la morte cerebrale dopo sei ore di osservazione
Nella mattinata di ieri, come previsto dalla normativa vigente, si è riunita la Commissione ospedaliera dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona per l’accertamento della morte cerebrale. Dopo una prima riunione, è stato avviato il protocollo di osservazione della durata di sei ore, al termine del quale, durante il secondo incontro pomeridiano, la morte cerebrale è stata confermata ufficialmente.
La comunicazione del decesso è stata data ai familiari, che si trovano in un momento di profondo dolore. L’equipe della Terapia intensiva pediatrica, diretta dal dottor Paolo Biban, ha fornito supporto psicologico e assistenza continua alla famiglia, colpita da una tragedia che ha scosso anche il personale sanitario.
Un intervento tempestivo che non ha potuto salvare la vita
Il Suem 118 era intervenuto sul posto la sera dell’incidente con tempestività, ma le condizioni del bambino erano già critiche a causa della prolungata esposizione all’acqua. Dopo il trasferimento in elisoccorso all’ospedale di Verona, il bambino era stato ricoverato in Terapia intensiva pediatrica, dove è stato sottoposto a trattamenti salvavita per oltre 48 ore.
Il quadro clinico non ha però mai mostrato segnali di miglioramento, e gli accertamenti neurologici effettuati hanno portato alla tragica conclusione della morte cerebrale.
Un dolore che coinvolge un’intera comunità
La notizia ha colpito profondamente non solo la famiglia, ma anche la comunità di Lazise e l’intero personale ospedaliero, che ha affrontato con professionalità e umanità ogni fase dell’emergenza. L’episodio richiama ancora una volta l’attenzione sull’importanza della sorveglianza dei minori in prossimità dell’acqua e sui pericoli legati agli incidenti da annegamento, purtroppo ancora troppo frequenti soprattutto nei mesi estivi.
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