Oggi, mercoledì 11 giugno il Veneto accoglierà quattro piccoli pazienti, tutti provenienti dalla Striscia di Gaza e bisognosi di cure mediche complesse. Si tratta di bambini di età compresa tra uno e otto anni, feriti gravemente e trasferiti in Italia attraverso un’operazione umanitaria coordinata dalla Cross – Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario, in sinergia con il Suem 118 regionale.
L’intervento è stato annunciato dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che ha sottolineato l’importanza di garantire assistenza sanitaria a chi si trova in condizioni di estrema vulnerabilità, senza alcuna distinzione. “Offriremo a questi bambini le migliori cure possibili, con tutta la professionalità e l’umanità di cui il nostro sistema sanitario è capace”, ha dichiarato Zaia, confermando l’arrivo e la destinazione dei minori nelle strutture ospedaliere regionali.
Due dei piccoli pazienti saranno accolti a Verona, presso l’Azienda ospedaliera universitaria: si tratta di un bambino di cinque anni affetto da una grave immunodeficienza e di un neonato di un anno con una patologia complessa agli organi interni. Gli altri due bambini saranno presi in carico a Padova, dove riceveranno assistenza un ottoenne con lesioni oculari e un bimbo di due anni con ustioni e traumi al volto.
L’operazione, frutto di una stretta collaborazione tra enti sanitari, operatori internazionali e personale ospedaliero, rientra in una più ampia rete di interventi umanitari che il Veneto porta avanti a favore delle vittime di conflitti, con particolare attenzione ai soggetti più fragili. “Curare i bambini è un dovere etico e civile, a prescindere da provenienza e contesto – ha aggiunto Zaia –. Il Veneto si conferma terra di accoglienza, pronta a rispondere concretamente alle emergenze umanitarie”.
Le équipe mediche delle strutture coinvolte sono già state attivate, con unità specializzate pronte a intervenire fin dall’arrivo dei pazienti, previsto nelle prossime ore. L’impegno delle Aziende ospedaliere di Padova e Verona, lodato dallo stesso presidente Zaia, dimostra ancora una volta l’elevato livello di preparazione e dedizione del personale sanitario veneto, già operativo in altri scenari di crisi, sia nazionali che internazionali.
L’attenzione alla dimensione umanitaria dell’assistenza medica, in questo caso rivolta a bambini vittime della guerra, riafferma il ruolo centrale della sanità pubblica come strumento di solidarietà e inclusione. Un messaggio forte, che dalla Regione Veneto arriva a tutta l’Italia e oltre i confini nazionali.
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Nulla da eccepire per carità, una domanda mi sorge spontanea: ma gli altri paesi in Europa e nel mondo usano lo stesso metodo di accoglienza che usa l’Italia?🤔