Striscione animalista a Dolcè contro la macellazione pasquale degli agnelli

Protesta del gruppo Centopercentoanimalisti nella Settimana Santa: “Una tradizione crudele che deve cessare”

È comparso nei pressi della stazione ferroviaria di Dolcè, in provincia di Verona, uno striscione di protesta affisso dagli attivisti del gruppo Centopercentoanimalisti. L’iniziativa, promossa in concomitanza con la Settimana Santa, ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul destino degli agnelli e capretti macellati in occasione della Pasqua.

Il messaggio riportato sul cartellone critica duramente la consuetudine pasquale, definendola un’usanza arcaica che contrasta con il significato profondo della festività cristiana. Secondo quanto dichiarato dal gruppo nel comunicato ufficiale, è incoerente celebrare la resurrezione di Cristo, simbolo di vita, con la morte di centinaia di migliaia di animali: “È una tradizione di tempi passati, che va contro la figura e l’insegnamento di Gesù”, scrivono gli attivisti.

Nel loro intervento, i militanti evidenziano un elemento teologico: Cristo stesso si offre come agnello sacrificale, rendendo superfluo, a loro dire, qualsiasi ulteriore sacrificio animale. Questo, affermano, dovrebbe spingere non solo i credenti ma tutta la società a ripensare le abitudini alimentari legate alle festività religiose.

Il gruppo sottolinea anche come il consumo di agnelli e capretti sia in calo negli ultimi anni, segnale che – a loro avviso – dimostra una crescente consapevolezza. Tuttavia, l’obiettivo rimane l’eliminazione totale di questa pratica, ritenuta priva di giustificazione etica o culturale nel contesto contemporaneo.

La scelta di Dolcè non è stata casuale: il Comune, spiegano gli attivisti, fa parte della zona montana della Lessinia, area in cui sono presenti numerosi allevamenti ovini e dove è frequente vedere pastori transitare con animali destinati alla macellazione. L’intervento è stato inserito in una campagna più ampia che ha coinvolto diverse località del Nord Italia, con l’intento di diffondere un messaggio di rispetto per la vita animale e di rifiuto della violenza sistemica legata alla produzione alimentare.

Il cartellone affisso a Dolcè rappresenta dunque una forma di denuncia pubblica, ma anche un invito esplicito a riconsiderare pratiche tradizionali ritenute superate e incompatibili con i valori di compassione e non violenza.

Redazione

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