Un nuovo sportello antiviolenza è stato inaugurato presso l’Università di Verona, nella sede del rettorato di Palazzo Giuliari. Destinato alle donne della comunità accademica, il servizio garantirà accoglienza, informazioni e primo ascolto in forma riservata e anonima per chi ha subito violenze o si trova in situazioni di rischio.
Un progetto regionale per le università del Veneto
L’iniziativa è stata resa possibile grazie a un finanziamento di 50 mila euro della Regione Veneto, destinato ai quattro atenei pubblici della regione per l’attivazione di sportelli analoghi. Il servizio a Verona sarà gestito dal Comune, in collaborazione con il Centro antiviolenza Petra, a partire da giovedì 13 marzo.
Ogni settimana, per due ore, lo sportello sarà operativo con il supporto di psicologhe, psicoterapeute, assistenti sociali ed educatrici, offrendo un aiuto concreto e professionale alle donne che ne avranno bisogno.
Un punto di riferimento sicuro per la comunità accademica
«Abbiamo voluto creare un luogo protetto all’interno della nostra Università, dove le donne possano sentirsi accolte e ricevere informazioni per affrontare la violenza subita o prevenire situazioni di pericolo», ha spiegato il rettore Pier Francesco Nocini, sottolineando l’importanza di questa iniziativa nel percorso per la parità di genere all’interno dell’Ateneo.
Il sindaco Damiano Tommasi ha ribadito l’importanza di investire nelle nuove generazioni per costruire una società basata sul rispetto reciproco: «Dobbiamo ascoltare gli studenti e fornire loro strumenti adeguati per prevenire la violenza e promuovere una cultura della dignità e del rispetto».
Un impegno condiviso per il cambiamento
Alla presentazione del progetto hanno partecipato anche la vicesindaca Barbara Bissoli, con delega alla Parità di genere, la referente del rettore per la Sostenibilità sociale Alessandra Cordiano e la presidente del Consiglio studentesco Irene Lupi.
Quest’ultima ha espresso entusiasmo per l’attivazione dello sportello, ma ha anche sottolineato la necessità di investire in educazione sessuo-affettiva e formazione emotiva per tutta la comunità accademica, affinché l’Università possa essere non solo un luogo di studio, ma anche di crescita culturale e sociale.
L’apertura di questo servizio rappresenta un passo concreto nella lotta contro la violenza di genere, offrendo alle donne uno spazio sicuro in cui poter chiedere aiuto senza paura.
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