L’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ha introdotto nuovi protocolli per regolamentare le richieste di abbattimento in deroga dei lupi. Questi documenti, sollecitati dal Ministero dell’Ambiente, stabiliscono i parametri che le Regioni dovranno seguire nel 2025 per presentare domande più chiare ed efficaci, evitando lungaggini burocratiche.
Un passo avanti nella gestione del lupo
A livello europeo è in corso l’iter per la modifica della direttiva Habitat, con l’intento di ridurre il livello di tutela del lupo, passando da specie “rigorosamente protetta” a semplicemente “protetta”. Secondo l’europarlamentare Flavio Tosi, l’approvazione definitiva potrebbe arrivare entro la fine dell’anno. Nel frattempo, l’Italia ha deciso di semplificare le procedure interne, permettendo alle Regioni di richiedere abbattimenti con un iter più snello e veloce.
“Gli abbattimenti in deroga sono già consentiti, ma fino ad oggi le Regioni erano scoraggiate da procedure farraginose”, ha spiegato Tosi, sottolineando come il Ministero abbia spinto ISPRA ad adottare un approccio più collaborativo.
Il ruolo delle Regioni e le difficoltà operative
Anche in Veneto, il tema della gestione del lupo è al centro del dibattito. Il consigliere regionale Alberto Bozza ha già inserito nel bilancio 2024 finanziamenti per il monitoraggio dei lupi, soluzioni di prevenzione per gli allevatori e misure di tutela contro le predazioni.
Bozza ha evidenziato come, nonostante la competenza tecnica della Regione Veneto, gli uffici preposti soffrano una carenza di personale, rendendo lente e complesse le pratiche per ottenere deroghe agli abbattimenti. “Le Regioni devono attrezzarsi per gestire rapidamente queste richieste”, ha dichiarato.
Una soluzione in attesa delle nuove normative europee
L’introduzione dei nuovi protocolli ISPRA rappresenta un passaggio intermedio, in attesa che il declassamento del lupo venga approvato a livello europeo. Nel frattempo, le nuove regole dovrebbero armonizzare e velocizzare le procedure, rendendo più semplice per le Regioni tutelare gli allevatori e le comunità locali.
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