Il Comitato Fossi Montorio si oppone alla realizzazione di un nuovo vigneto a Mizzole, in provincia di Verona, e chiede al sindaco Damiano Tommasi di intervenire per bloccare il progetto, già autorizzato dalla Regione Veneto. La trasformazione dell’area, attualmente boschiva, in una zona coltivata a vite viene considerata una minaccia per la stabilità del territorio e la biodiversità locale.
Il rischio idrogeologico e la perdita di biodiversità
Nella lettera inviata l’11 febbraio, il Comitato denuncia le continue modifiche del paesaggio collinare tra Valpantena e Valsquaranto, con numerosi sbancamenti, disboscamenti e la costruzione di manufatti. In particolare, il timore principale riguarda il rischio di frane, poiché l’apparato radicale delle viti non è in grado di trattenere i terreni in pendenza, specialmente in caso di forti piogge.
Un altro problema sollevato è la riduzione della biodiversità, con la progressiva sostituzione delle foreste autoctone con monocolture intensive, che richiedono l’uso di prodotti chimici industriali. Il Comitato ricorda inoltre che il Comune di Verona non ha ancora approvato un regolamento per la gestione dei fitosanitari, lasciando il territorio privo di norme adeguate per la tutela ambientale.
Proteste per la mancata informazione ai cittadini
Oltre alle preoccupazioni ambientali, il Comitato Fossi critica la mancata informazione ai residenti e alla Circoscrizione Ottava, che non sarebbero stati coinvolti nel processo decisionale. Inoltre, viene contestata la garanzia di appena 8.800 euro imposta al proprietario del terreno come cauzione per il rispetto delle prescrizioni, considerata una somma irrisoria rispetto all’impatto dell’opera.
Una battaglia per la tutela del territorio
Il Comitato Fossi Montorio ha già espresso le proprie perplessità all’interno delle osservazioni al Piano di Assetto Territoriale (PAT), chiedendo regole più rigide per la trasformazione del suolo. La lettera inviata al sindaco Tommasi rappresenta un ulteriore tentativo di fermare un progetto che, secondo i residenti, comprometterebbe il fragile equilibrio delle colline veronesi.
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