Anche i pannolini utilizzati negli asili nido comunali di Santa Lucia e delle Golosine finiscono al centro di una controversia politica. Nelle ultime ore, Alberto Padovani, presidente della quarta circoscrizione, ha portato all’attenzione pubblica le segnalazioni di alcune mamme, che denunciano episodi di irritazioni, arrossamenti e pruriti nei bambini. Una situazione che ha generato non poca preoccupazione.
“È una situazione inaccettabile”, dichiara Padovani, sottolineando un ulteriore problema: “Le educatrici, per proteggere il benessere dei bambini, stanno ricorrendo alle ultime scorte dei vecchi pannolini, non sempre della misura adeguata, pur di evitare l’uso di quelli attualmente forniti. Gravissimo, inoltre, che sul sito del Comune non siano facilmente disponibili informazioni trasparenti sulla nuova azienda fornitrice e sulla tipologia di prodotti acquistati”.
Padovani chiede chiarimenti urgenti al Comune e si interroga sulla possibilità che episodi simili si verifichino anche in altre circoscrizioni.
A rispondere alle accuse è l’assessore alle politiche scolastiche, Elisa La Paglia, che respinge con fermezza le critiche: “Non esistono riscontri oggettivi a quanto affermato. Il prodotto è di alta qualità, come dimostrano le specifiche tecniche presentate dall’azienda al momento della selezione”.
L’assessore prosegue spiegando che i pannolini forniti rispettano pienamente i criteri rigorosi stabiliti dal Comune per la gara d’appalto: “Si tratta di un prodotto regolarmente venduto anche in farmacia e progettato con una particolare attenzione agli aspetti dermatologici, a testimonianza della cura posta nella scelta. Le educatrici effettuano verifiche quotidiane sullo stato di salute dei bambini, garantendo la massima sicurezza. Inoltre, le coordinatrici sono sempre disponibili per confrontarsi con i genitori, e tutti i dati relativi alla selezione dei fornitori sono consultabili sul sito del Comune, nella sezione Trasparenza”.
Nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione, il caso continua a sollevare interrogativi e a tenere alta l’attenzione della comunità locale. La richiesta di chiarezza e trasparenza rimane centrale in una vicenda che tocca da vicino la salute dei più piccoli.
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Chissà magari alla COOP non avevano di meglio