Che cosa indossavi? La mostra che sfida gli stereotipi sulla violenza di genere

Un'esposizione che denuncia pregiudizi e promuove una cultura del rispetto, sensibilizzando studenti e pubblico sul tema della violenza di genere

Com'eri vestita: mostra

Una delle domande più frequenti rivolte alle vittime di violenza sessuale è: “Che cosa indossavi?”. Un interrogativo che, implicitamente, sembra voler attribuire colpe all’abbigliamento della vittima, ribaltando le responsabilità dell’aggressione. Questo radicato stereotipo, che tenta di giustificare il carnefice spostando l’attenzione sulla vittima, è il focus centrale della mostra “Com’eri vestita?”, organizzata per il secondo anno consecutivo dalla Circoscrizione 3^ in collaborazione con l’associazione Isolina e, impegnata nella prevenzione del femminicidio.

L’edizione 2024 viene ospitata presso la scuola SFP ENGIM, in via Angelo Berardi 9 al Chievo, da oggi al 21 novembre. L’esposizione, già presentata l’anno scorso al liceo Maffei, propone un percorso di riflessione attraverso storie di donne che hanno subito violenza, raccolte da un centro antiviolenza, accompagnate dagli abiti che indossavano durante gli episodi. Un messaggio chiaro emerge da questa iniziativa: nessun tipo di abbigliamento può giustificare la violenza.

Un’esperienza educativa per giovani e pubblico

La mostra è pensata principalmente per gli studenti, che potranno visitarla durante la mattinata su prenotazione, ma è aperta anche al pubblico tutti i giorni dalle 14:30 alle 19:00 con ingresso gratuito. Durante queste ore, saranno disponibili visite guidate organizzate dagli studenti stessi, offrendo così un’esperienza immersiva e partecipativa.

Un simbolo di sensibilizzazione e cultura del rispetto

L’iniziativa vuole abbattere i pregiudizi culturali e ribadire l’importanza del consenso, sostenendo la campagna di Amnesty International #iolochiedo. “Ci avviciniamo al 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, con un momento di riflessione importante – ha dichiarato Riccardo Olivieri, presidente della Circoscrizione 3^ – Questa mostra non è solo una denuncia delle violenze di genere, ma anche un’occasione per promuovere una cultura del rispetto e incoraggiare le vittime a riconoscere e denunciare le situazioni di abuso”.

La conferenza stampa di presentazione ha visto la partecipazione, oltre al presidente Olivieri, della vicepresidente Sara Ottolini, di Marisa Mazzi dell’associazione Isolina e, e della dirigente scolastica della scuola ospitante, Paola Merci.

Isolina e…: un impegno concreto contro i femminicidi

Dal 2013, l’associazione Isolina e… è in prima linea per combattere la drammatica emergenza sociale, culturale e politica dei femminicidi. Il nome dell’associazione è un tributo a Isolina Canuti, una giovane veronese uccisa nei primi anni del Novecento da un capitano dell’esercito per cancellare ogni traccia della sua gravidanza.

La mostra “Com’eri vestita?” è un potente strumento di sensibilizzazione che invita a riflettere sul ruolo degli stereotipi e sull’importanza di costruire una società basata sul rispetto e la consapevolezza.

Redazione

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