Il Governo ha avviato una stretta sui proprietari di immobili che hanno usufruito del Superbonus dal 2020 senza presentare le dovute variazioni catastali. La mancata comunicazione di queste variazioni potrebbe portare ad aumenti dell’Imu per i soggetti interessati, un’azione che mira a incrementare le entrate per gli enti locali, soprattutto in vista dei tagli previsti dalla prossima legge di bilancio.
Obiettivo dei controlli
L’intenzione del Governo è di stanare coloro che hanno beneficiato delle agevolazioni fiscali del Superbonus, senza però aggiornare il valore catastale dell’immobile, come previsto dalla legge. Tale aggiornamento è obbligatorio, poiché gli interventi di riqualificazione energetica, come l’installazione di cappotti termici e la sostituzione di infissi, aumentano il valore dell’immobile. Questo comporta un rialzo della rendita catastale e, di conseguenza, un aumento dell’Imu, che resta non dovuta per l’abitazione principale.
Secondo i dati della Cgia di Mestre, aggiornati ad agosto, in Veneto sono stati depositati 59.652 asseverazioni per interventi conclusi con il Superbonus. Considerando il totale di edifici residenziali nella regione, circa il 5,6% è stato riqualificato. Circa 8.000 unità abitative sono ora sotto la lente dei controlli, anche se il numero potrebbe oscillare tra 6.000 e 12.000 a causa della presenza di condomini e palazzine.
Impatto sulle rendite catastali
L’Agenzia delle Entrate è stata incaricata di inviare lettere di sollecito ai proprietari che non hanno rispettato l’obbligo di aggiornamento catastale. La legge richiede infatti che la variazione venga comunicata entro 30 giorni dal termine dei lavori, per adeguare la rendita dell’immobile al nuovo valore, migliorato di almeno due classi energetiche.
Carlo Trestini, presidente di Ance Verona, sottolinea che la logica del Governo è chiara: ogni immobile che ha guadagnato due classi energetiche deve essere riaccatastato. Tuttavia, il problema sarà gestire i controlli, che coinvolgeranno la Guardia di Finanza, l’Enea e il catasto.
Le risorse per i controlli
Uno dei principali interrogativi riguarda le risorse a disposizione del catasto per effettuare i controlli, considerando il vasto numero di immobili interessati. I professionisti del settore, come Matteo Faustini, presidente dell’Ordine degli Architetti di Verona, concordano sulla necessità di allinearsi con la legge, ma sottolineano le difficoltà pratiche legate alla diversità degli interventi effettuati.
Ogni caso sarà diverso e richiederà verifiche approfondite, soprattutto perché non tutti gli interventi sono stati completi o realizzati nelle stesse modalità . Alcuni hanno eseguito solo lavori minimi, come la sostituzione della caldaia, mentre altri hanno effettuato interventi più complessi, come l’installazione di pannelli solari o cappotti termici.
Aumenti previsti delle rendite catastali
Secondo le stime preliminari, gli aumenti delle rendite catastali partiranno da un minimo del 16%, con punte che superano il 35% per gli immobili che hanno migliorato di due classi energetiche. Questi incrementi si tradurranno in un maggiore carico fiscale per i proprietari, che saranno chiamati a pagare un’Imu più alta.
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