Negli ultimi mesi, più di 10.800 partecipanti sono stati coinvolti in 24 progetti regionali P.A.R.I. (Progetti di Azioni Regionali per l’Inclusione), promossi su tutto il territorio del Veneto con l’obiettivo di favorire l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro, valorizzare i percorsi professionali femminili e migliorare l’equilibrio tra vita lavorativa e personale. Questi progetti innovativi mirano a introdurre nuovi approcci, linguaggi e strumenti che possano influenzare positivamente le barriere culturali e strutturali che limitano la parità di genere.
L’iniziativa non si limita alla formazione, ma punta anche alla creazione e al potenziamento di reti territoriali in grado di costruire comunità inclusive, promuovendo una partecipazione equilibrata di uomini e donne nel mercato del lavoro. Fino ad agosto 2024, sono stati realizzati 1.094 interventi, tra cui 55 borse di studio dedicate alla ricerca e all’animazione territoriale. Le attività hanno visto il coinvolgimento di tutte le università venete e hanno incluso incontri di networking, corsi di formazione, coaching, project work, workshop, eventi e seminari.
Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha sottolineato l’importanza di questi progetti nel tracciare un bilancio del bando PARI, avviato ad agosto 2023, finanziato con quasi 10 milioni di euro provenienti dai fondi PR Veneto FSE+ 2021-2027. Zaia ha inoltre evidenziato come la parità di genere non rappresenti solo uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, ma costituisca anche un pilastro essenziale per una società equa e inclusiva. La Legge Regionale n. 3 del 15 febbraio 2022 e l’istituzione della Commissione regionale per le Pari Opportunità sono ulteriori dimostrazioni dell’impegno del Veneto verso questo obiettivo.
I 24 progetti attualmente in corso, che si concluderanno nei primi mesi del 2025, affrontano vari temi strategici: dalle discipline STEM/STEAM, fondamentali per la transizione digitale (solo il 14% delle laureate venete ha scelto questi percorsi), alla leadership femminile, imprenditorialità, modelli organizzativi inclusivi, divario retributivo di genere e l’occupazione giovanile femminile. L’obiettivo è anche quello di migliorare la comprensione dei meccanismi alla base della disuguaglianza di genere, per delineare nuove politiche regionali più efficaci.
La provincia di Treviso è stata la più attiva nella realizzazione degli interventi, seguita da Venezia, Vicenza e Verona. Complessivamente, sono state dedicate 14.433 ore alle varie attività previste dai progetti.
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