Disturbi alimentari in aumento: parte a Verona il servizio dei pasti assistiti

Al Policlinico di Verona è attivo un nuovo servizio di pasti assistiti per le persone con disturbi alimentari. Crescono i casi, soprattutto tra i giovani, e le famiglie trovano supporto in questo importante intervento

Dal 6 maggio, al Policlinico di Verona, è attivo un nuovo servizio diurno per l’assistenza ai pasti dedicato a chi soffre di disturbi alimentari come anoressia, bulimia e binge eating (alimentazione incontrollata). Il servizio, richiesto da anni, è pensato per persone di tutte le età, ma i dati mostrano che la maggior parte degli utenti sono adolescenti e giovani adulti, in particolare ragazze, con un’età media che si sta abbassando sempre di più.

Il centro di riferimento regionale per i disturbi alimentari ha sviluppato questo servizio per offrire un supporto intermedio tra il trattamento ambulatoriale e il ricovero ospedaliero. L’assistenza ai pasti è cruciale, poiché rappresenta uno dei momenti più difficili per i pazienti affetti da disturbi alimentari. Il servizio prevede inoltre attività di tipo riabilitativo e psicoterapico, come ha spiegato Rosa Bruna Dall’Agnola, coordinatrice clinica del centro. Attualmente, il centro segue 18 persone, con una media di 10 utenti al giorno, prevalentemente ragazze dai 14 anni in su, ma anche alcuni ragazzi.

L’aumento dei casi post-pandemia ha spinto a implementare questo servizio. Mariasole Castellazzi, medico psichiatra, evidenzia che negli ultimi anni i disturbi alimentari sono aumentati del 40%, non solo a Verona, ma anche a livello internazionale. La fascia d’età colpita si è abbassata: oggi il 40% degli utenti ha meno di 18 anni, e in alcuni casi il disturbo si manifesta già a partire dai 12 anni. I quadri clinici sono inoltre sempre più complessi, con una maggiore sofferenza psicologica rispetto al passato, rendendo necessario un intervento più articolato.

Corrado Barbui, direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Verona, sottolinea l’importanza del servizio anche dal punto di vista clinico. Il disturbo alimentare, infatti, non riguarda solo il comportamento alimentare, ma è un indicatore di disagio emotivo e psicologico che interessa anche le famiglie. La presa in carico dei pazienti è un processo che coinvolge diversi attori, con l’obiettivo di promuovere il benessere soggettivo e migliorare le capacità relazionali.

L’accesso al servizio è possibile tramite CUP, chiedendo un’impegnativa al proprio medico di base o pediatra per un colloquio psicologico clinico o una prima visita psichiatrica, come ha spiegato la psicoterapeuta Silvia Castelli. Dopo la visita, viene valutato il percorso più adatto per il paziente, che può essere ambulatoriale o in day service.

Il presidente dell’Associazione familiari La Crisalide Lilla, Luca Borini, ha espresso soddisfazione per l’apertura del centro, sottolineando come questo nuovo servizio rappresenti un sollievo per le famiglie. Nei casi più gravi, il day service consente ai genitori di affidare i propri figli a esperti, soprattutto nelle delicate fasi pre e post ricovero.

Redazione

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