Dopo un lungo periodo di cure presso il Centro Ustioni dell’Aoui di Verona, un operaio di origine albanese, coinvolto nell’esplosione di una fabbrica a Bolzano, è stato dimesso e può finalmente tornare a casa. L’incidente, avvenuto il 21 giugno, ha coinvolto altre due persone, una delle quali è deceduta poco dopo il ricovero.
Le cure salvavita ricevute all’Aoui di Verona
L’operaio, ricoverato inizialmente in condizioni critiche, ha subito diversi interventi chirurgici e trattamenti innovativi per curare le estese ustioni. Dopo l’arrivo al Centro Ustioni, diretto dal dottor Maurizio Governa, è stato sottoposto a due operazioni, una per trattare le ustioni sul tronco e sugli arti superiori, l’altra sugli arti inferiori. La complessità delle ferite e la gravità delle ustioni hanno richiesto un ricovero iniziale in Terapia Intensiva.
Successivamente, il paziente è stato trasferito nella Terapia Semintensiva, dove ha continuato il suo percorso di guarigione. Qui, è stato trattato con un gel enzimatico innovativo per il debridement e con la tecnica MEEK per il reinnesto della pelle. Il gel proteolitico utilizzato è stato fondamentale per rimuovere il tessuto necrotico, mentre la tecnica MEEK ha permesso l’innesto di piccoli lembi di pelle sana, prelevata da altre parti del corpo e successivamente ampliata attraverso l’uso di un’apposita macchina chiamata Mesher.
Un lungo percorso di recupero
L’operaio dimesso è uno dei tre pazienti trasferiti da Bolzano a Verona dopo l’esplosione. Un altro paziente, con ustioni meno gravi, era stato dimesso dopo pochi giorni, mentre un trentunenne, con ustioni sul 57% del corpo, è deceduto il giorno successivo al ricovero. Il paziente dimesso venerdì 23 agosto, invece, ha affrontato un processo di guarigione durato 63 giorni. Nonostante la gravità delle ustioni, che coprivano il 50% del corpo, l’équipe medica è riuscita a portarlo alla completa guarigione.
Il dottor Governa ha elogiato il lavoro del team, sottolineando l’importanza delle tecniche e dei trattamenti innovativi che hanno permesso di salvare la vita del paziente. Sebbene l’operaio sia tornato a casa, dovrà continuare a sottoporsi a medicazioni e controlli periodici per monitorare il suo stato di salute.
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