Il numero complessivo degli artigiani in Italia continua a diminuire, con una perdita di quasi 410mila professionisti tra il 2012 e il 2023. Il declino è evidente anche a Verona, dove negli ultimi anni sono scomparsi circa 10mila artigiani. Secondo l’analisi dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, il calo degli artigiani riguarda titolari, soci e collaboratori familiari che operano in attività prevalentemente manuali e che, per ottenere la copertura previdenziale, devono iscriversi alla gestione artigiani dell’Inps.
Nel 2012, la categoria contava quasi 1.867.000 unità, mentre nel 2023 il numero è sceso a circa 1.457.000. Questa riduzione di oltre il 20% in soli dieci anni riflette un cambiamento significativo nel mercato del lavoro e nella percezione delle professioni manuali.
Verona: una delle città più colpite
A Verona, i numeri sono altrettanto preoccupanti: dai 38.102 artigiani del 2012, si è scesi a 27.835 nel 2023, segnando una riduzione del 26,9%. La provincia scaligera si colloca al 17° posto in Italia per la maggiore perdita di artigiani. Tra le province più colpite si trova Vercelli, che ha registrato un calo del 32,7%, seguita da Rovigo (-31%), Lucca (-30,8%) e Teramo (-30,6%). Di contro, alcune province hanno subito flessioni più contenute, come Napoli (-8,1%), Trieste (-7,9%) e Bolzano (-6,1%).
Il valore culturale e sociale dell’artigianato
L’analisi della Cgia di Mestre mette in luce un cambiamento culturale profondo che ha svalutato molte professioni manuali, allontanando i giovani dall’artigianato. Emblematico è il confronto tra il numero di avvocati e idraulici in Italia: mentre i primi raggiungono le 237mila unità, i secondi sono appena 180mila. La crescente difficoltà nel reperire giovani disposti a intraprendere mestieri come l’elettricista, il sarto o l’autista, sta alterando anche il paesaggio urbano. Le botteghe storiche, che un tempo erano il cuore pulsante dei quartieri, stanno scomparendo, portando con sé una parte importante dell’identità locale.
Settori in controtendenza
Nonostante la crisi generale, alcuni settori artigiani mostrano una crescita significativa. Le professioni legate al benessere e all’informatica sono in espansione, con un aumento degli acconciatori, degli estetisti e dei tatuatori. Anche i sistemisti, gli esperti di web marketing e i video maker sono in crescita. Nel settore alimentare, le gelaterie, le gastronomie e le pizzerie per asporto, specialmente nelle città turistiche, continuano a registrare risultati positivi.
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