Il Consiglio di Stato ha concesso ad Aptuit di riprendere temporaneamente una delle sue sperimentazioni sugli animali, precedentemente sospesa, fino al 21 novembre. La decisione segue il ricorso dell’azienda contro la sospensione imposta dal Tar. Tuttavia, Aptuit dovrà rispettare specifiche normative, adeguando le sue strutture per garantire il benessere dei cani beagle coinvolti.
Per circa quattro mesi, l’azienda veronese potrà riprendere i test sui beagle, a condizione di implementare arricchimenti ambientali idonei e rispettare il divieto di riutilizzo degli animali. Questa concessione è stata accolta con delusione dagli animalisti della Lav, che hanno espresso forti critiche attraverso Valeria Albanese, responsabile dell’area ricerca senza animali. Albanese ha sottolineato come la decisione rappresenti una conferma delle carenze nei controlli ministeriali e dell’Ulss, evidenziando irregolarità che hanno portato all’intervento dei carabinieri forestali per il monitoraggio.
I carabinieri forestali saranno incaricati di effettuare controlli periodici e senza preavviso per verificare il rispetto delle norme. La Lav ha rimarcato come il rispetto delle normative vigenti sugli arricchimenti ambientali e il divieto di riutilizzo degli animali siano solo minime garanzie rispetto alla sofferenza e allo stress causati dagli esperimenti.
Michela Vittoria Brambilla, parlamentare e presidente della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente, ha definito la decisione del Consiglio di Stato “assurda e anacronistica”. Brambilla ha ribadito la necessità di interrompere i test sugli animali e di finanziare metodi di ricerca alternativi, più moderni e attendibili, che non implichino crudeltà sugli animali.
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