Ottimismo eccessivo: analisi campagna elettorale permanente e della distanza tra realtà e propaganda

Il segretario della Funzione Pubblica Cgil del Veneto critica i provvedimenti del Governo Meloni sulle liste di attesa

Ivan Bernini

Ivan Bernini, segretario generale della Funzione Pubblica Cgil del Veneto, ha commentato i provvedimenti approvati dal Governo Meloni la scorsa settimana per affrontare le lunghe liste di attesa, evidenziando un eccesso di ottimismo.

Bernini ha sottolineato che il testo dei provvedimenti ripete spesso l’espressione “senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica“. Il segretario della Fp Cgil Veneto ha spiegato che questo significa che tutte le azioni devono essere effettuate con le risorse già disponibili. Se una Regione desidera fare di più, deve farlo con le proprie risorse, rispettando comunque i limiti di spesa per il personale, le assunzioni e i salari accessori.

“Si potrebbe discutere a lungo sulle cause delle liste di attesa e le distorsioni del sistema che le generano, ma i lavoratori, più di altri, riescono a spiegare semplicemente che “manca personale”, ha aggiunto Bernini. In sostanza, la soluzione proposta per ridurre le liste di attesa è far lavorare il personale oltre l’orario normale. Inoltre, le prestazioni aggiuntive per ridurre le liste di attesa saranno tassate al 15%, mentre altre prestazioni aggiuntive saranno tassate a partire dal 23%. Un’altra misura concreta è lo spostamento delle prestazioni dal pubblico al privato.

Secondo Bernini, però, i lavoratori della sanità già faticano a sostenere le attuali condizioni di lavoro, come dimostrato dalle frequenti dimissioni.

“L’ultima novità del decreto riguarda l’affermazione “dal 2025 via i tetti di spesa“, ha concluso Bernini. “Qualcuno avrebbe dovuto chiedere perché non immediatamente. Andando nel dettaglio, ci accorgeremo che si tratta di promesse vuote. Prima di tutto, perché dovranno essere emessi decreti, e stiamo ancora aspettando quelli precedenti. In secondo luogo, perché tutto ricadrà sulle singole Regioni. Una situazione vergognosa, dalla quale ci saremmo aspettati maggiore determinazione da parte dei rappresentanti delle Regioni nei confronti del Governo”.

Redazione

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