Un Falcon 2000 dell’Aeronautica Militare Italiana è decollato da Miami per riportare in patria Chico Forti. Il sessantacinquenne di origine trentina, recentemente rilasciato da un carcere della Florida, è atteso all’aeroporto militare di Pratica di Mare. Successivamente, verrà trasferito nella casa circondariale di Montorio, a Verona. In Italia, Forti continuerà a scontare la sua pena, ma potrà beneficiare delle disposizioni previste dalla legge italiana.
La storia di Chico Forti
Condannato all’ergastolo negli Stati Uniti per l’omicidio di Dale Pike, avvenuto il 15 febbraio 1998, Chico Forti ha trascorso 24 anni in prigione. L’autorizzazione al trasferimento in Italia è stata annunciata dalla premier Giorgia Meloni durante la sua visita a Washington il primo marzo scorso. Ex produttore televisivo e campione di windsurf, Forti era stato accusato dell’omicidio di Dale Pike, un australiano arrivato a Miami da Ibiza per discutere di affari con l’italiano. Fin dall’inizio, il caso ha sollevato dubbi e controversie, spingendo Gianni Forti, zio di Chico, a recarsi negli Stati Uniti 50 volte per sostenere la causa del nipote e richiedere una revisione del processo, evidenziando presunte irregolarità nelle indagini che hanno portato alla condanna.
Prospettive future per Chico Forti
Con il rientro in Italia, Chico Forti avrà accesso a nuove opportunità giuridiche, tra cui la libertà vigilata o i domiciliari, e persino la possibilità di ottenere la piena libertà , qualora si verifichino determinate condizioni come la buona condotta. Queste possibilità sono state illustrate da Alexandro Maria Tirelli, avvocato penalista e consulente della famiglia Forti.
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