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Dinamica del mercato del lavoro Veneto nel 2023

Tra altalenanti sfide e progressi, analisi occupazionale da Gennaio a Novembre

Il panorama occupazionale del Veneto ha mostrato una variazione negativa nel mese di novembre, influenzata principalmente dalla conclusione della stagione turistica e da un rallentamento nel settore industriale.

Queste informazioni sono state riportate nell’edizione più recente di “La Bussola”, pubblicazione dell’Osservatorio Regionale Mercato del Lavoro. Tuttavia, l’analisi annuale del 2023 rivela un quadro più positivo: da gennaio a novembre, il mercato del lavoro nella regione ha registrato un incremento di 48.200 posti di lavoro dipendente. Questo dato rappresenta un miglioramento sia rispetto all’anno precedente che rispetto al 2019, il periodo precedente la pandemia. Le assunzioni, che hanno raggiunto il totale di 590.000 nei primi 11 mesi del 2023, sono al livello più alto degli ultimi cinque anni, con un notevole aumento nel reclutamento di lavoratori over 55.

Nonostante il calo registrato a novembre, con una perdita di 8.900 posti di lavoro, la situazione è stata comunque migliore rispetto a novembre 2019. Questo calo è stato attribuito alla chiusura posticipata della stagione turistica estiva e a una diminuzione nella domanda di lavoro in alcuni settori dell’industria.

Interessante notare un aumento nel numero di posti di lavoro a tempo indeterminato, sebbene la tendenza espansiva sia rallentata. Il lavoro a termine ha subito una riduzione, principalmente a causa della conclusione dei contratti stagionali nel turismo. Si è osservata inoltre una crescita nel lavoro part-time, particolarmente tra gli uomini e in settori come l’agricoltura e alcuni ambiti del terziario.

Analizzando le province del Veneto, l’anno 2023 si è rivelato positivo per tutte, ad eccezione di Belluno. Verona e Venezia hanno mostrato un saldo occupazionale in aumento, mentre le altre province hanno mantenuto livelli simili all’anno precedente. L’agricoltura è emersa come uno dei settori più forti, con un incremento significativo di posti di lavoro.

Il settore industriale, nonostante rimanga in territorio positivo, ha mostrato un ridimensionamento, influenzato da vari settori come la metalmeccanica e la chimica-plastica. I servizi, in particolare il turismo e il commercio al dettaglio, hanno sostenuto la crescita del settore nell’intero anno.

Infine, l’incremento dei disoccupati nel periodo gennaio-novembre 2023 ha attirato l’attenzione sul settore manifatturiero, considerato cruciale per l’economia regionale. Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, formazione e lavoro, ha sottolineato l’importanza di difendere e valorizzare questo settore, anche attraverso iniziative legislative come la nuova legge sul Made in Italy e programmi di formazione professionale.

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