Il caso del quindicenne di Vago di Lavagno, colpito alla testa dalla madre Alessandra Spiazzi, ha raggiunto un punto di non ritorno. L’adolescente, ricoverato in gravissime condizioni presso l’Ospedale di Borgo Trento, è stato sottoposto a cure intensive sin da venerdì scorso, ma il danno cerebrale irreversibile è stato confermato. Le speranze di una sua ripresa sono ormai nulle, e il giovane è in attesa dell’accertamento ufficiale della morte cerebrale.
L’Azienda Ospedaliera di Verona ha diffuso, nella tarda mattinata di lunedì 23 settembre, un aggiornamento ufficiale sullo stato di salute del giovane. La Commissione ospedaliera per l’accertamento della morte cerebrale si è riunita in mattinata per dare il via alla procedura legale che deve confermare il decesso del ragazzo. Il paziente era stato ricoverato in condizioni già critiche, dopo essere stato trasferito d’urgenza al reparto di Neurorianimazione diretto dal professor Leonardo Gottin.
Dopo due giorni di trattamento intensivo, le condizioni del ragazzo non hanno mostrato alcun segno di miglioramento. Il danno cerebrale irreversibile è stato diagnosticato, confermando l’impossibilità di recupero. Stamattina è stata avviata la procedura di legge per l’accertamento della morte cerebrale, che prevede un periodo di osservazione di sei ore prima di poter dichiarare ufficialmente il decesso. Al termine di questo periodo, la Commissione dovrà riunirsi nuovamente per una seconda conferma.
L’intero processo è svolto sotto il controllo dell’Autorità giudiziaria, che sta indagando sull’accaduto e sul contesto della tragedia familiare. Restano ancora molti interrogativi sulle circostanze che hanno portato alla drammatica aggressione da parte della madre Alessandra Spiazzi, che aveva colpito il figlio alla testa, provocandogli le ferite fatali. La vicenda ha scosso profondamente la comunità di Vago di Lavagno, lasciando molte domande senza risposta.
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