La gip Carola Musio ha confermato la custodia cautelare per il 35enne accusato dell’omicidio della moglie Jessica Dalla Chiara. La difesa prende tempo per esaminare gli atti, mentre i genitori della vittima intendono ottenere l’affidamento della nipotina di quattro anni.
La richiesta di ottenere gli arresti domiciliari non è stata accolta. Nadir Rossi, l’ex infermiere di 35 anni accusato di aver provocato la morte della moglie Jessica Dalla Chiara attraverso iniezioni di insulina, rimarrà in carcere in attesa degli sviluppi dell’inchiesta. A stabilirlo è stata la giudice per le indagini preliminari Carola Musio, che ha respinto l’istanza presentata dai difensori dell’uomo.
La decisione è arrivata il 2 novembre, dopo l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip. Il procedimento riguarda una vicenda particolarmente delicata, che vede al centro la morte della donna, avvenuta il 24 giugno 2024 nella loro abitazione di Bussolengo, in provincia di Verona.
Nadir Rossi sceglie di non rispondere durante l’interrogatorio
Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, il 35enne ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Una scelta che, secondo quanto chiarito successivamente dai suoi avvocati, Giacomo Giulianelli e Davide Lovato, sarebbe legata alla necessità di approfondire il materiale investigativo raccolto dagli inquirenti.
I difensori hanno infatti evidenziato la complessità del fascicolo, sottolineando come gli atti disponibili richiedano un esame approfondito prima di poter procedere con dichiarazioni o valutazioni difensive.
In una comunicazione, gli avvocati hanno ribadito di affrontare il mandato professionale con la massima attenzione, consapevoli della gravità delle accuse e della delicatezza del caso. La difesa ritiene necessario disporre del tempo adeguato per analizzare tutti gli elementi acquisiti durante le indagini, riservandosi di sviluppare le proprie argomentazioni nelle sedi giudiziarie competenti.
Il silenzio mantenuto durante l’interrogatorio non rappresenta quindi, secondo quanto spiegato dai legali, una rinuncia alla difesa, ma una scelta dettata dalla necessità di conoscere e valutare nel dettaglio il quadro investigativo.
Respinta la richiesta di domiciliari: al centro anche la figlia di quattro anni
Tra gli elementi sottoposti all’attenzione della giudice per sostenere la richiesta di una misura cautelare meno restrittiva figurava anche la situazione familiare dell’indagato.
La difesa aveva infatti fatto riferimento al desiderio manifestato dalla bambina di quattro anni di poter stare con il padre all’interno dell’abitazione familiare. Un aspetto che i legali avevano inserito tra le motivazioni a sostegno della concessione degli arresti domiciliari.
La gip Carola Musio ha tuttavia deciso di non accogliere l’istanza, confermando la permanenza dell’uomo in carcere.
Sulla questione familiare è intervenuta anche la famiglia della vittima. I genitori di Jessica Dalla Chiara hanno manifestato la propria contrarietà all’eventuale concessione dei domiciliari e hanno annunciato l’intenzione di avviare le iniziative necessarie per ottenere l’affidamento legale della nipotina.
La gestione della situazione della bambina rappresenta dunque un ulteriore aspetto particolarmente delicato della vicenda, che si aggiunge agli sviluppi giudiziari relativi alle accuse contestate all’ex infermiere.
Le accuse: dall’omicidio pluriaggravato al tentativo di uccidere la moglie
Il quadro accusatorio ricostruito dagli investigatori comprende contestazioni particolarmente gravi. A Nadir Rossi vengono attribuiti i reati di omicidio pluriaggravato e tentato omicidio pluriaggravato nei confronti della moglie.
Secondo l’ipotesi investigativa, la vicenda sarebbe iniziata diverse settimane prima del decesso della donna. Il primo episodio risalirebbe infatti al 22 maggio 2024, quando Jessica Dalla Chiara sarebbe stata vittima di un’iniezione di insulina che avrebbe provocato un arresto cardiocircolatorio.
In quell’occasione, l’intervento dei soccorritori del 118 avrebbe permesso di salvarle la vita. La donna, 32 anni, lavorava come infermiera nell’ambito del servizio di assistenza domiciliare dell’Ulss 9 Scaligera.
Poco più di un mese dopo, il 24 giugno 2024, la donna morì nella propria abitazione di Bussolengo. Per gli investigatori, il decesso sarebbe stato il risultato di un progetto criminoso che avrebbe avuto origine con il precedente episodio di maggio.
Si tratta di ricostruzioni investigative che dovranno essere sottoposte alle verifiche previste dal procedimento giudiziario, nel rispetto delle garanzie riconosciute all’indagato.
La cremazione e la polizza sulla vita tra gli ulteriori elementi dell’inchiesta
Le contestazioni rivolte al 35enne non si limitano agli episodi legati alle presunte somministrazioni di insulina. Gli inquirenti gli attribuiscono anche le accuse di distruzione e soppressione di cadavere, in relazione a una cremazione che sarebbe stata organizzata con modalità fraudolente.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’operazione avrebbe avuto lo scopo di impedire o rendere più difficili gli accertamenti autoptici sulle cause della morte della donna.
Un altro elemento al centro delle indagini riguarda una polizza assicurativa sulla vita stipulata da Jessica Dalla Chiara. Il contratto prevedeva un indennizzo pari a 100mila euro e, secondo la ricostruzione degli investigatori, la presunta cremazione fraudolenta sarebbe stata finalizzata anche a consentire la riscossione della somma.
Nel fascicolo compare inoltre l’ipotesi di truffa assicurativa, insieme alla contestazione di peculato continuato di farmaci.
La pluralità delle accuse e la presenza di diversi elementi investigativi rendono il procedimento particolarmente articolato. La difesa ha già anticipato la necessità di esaminare con attenzione la documentazione prima di assumere ulteriori iniziative processuali.
Per il momento, la decisione della gip ha confermato la custodia cautelare in carcere per Nadir Rossi. Le prossime fasi del procedimento saranno decisive per approfondire le responsabilità contestate, mentre resta aperta anche la questione relativa all’affidamento della figlia di quattro anni, sulla quale i genitori di Jessica Dalla Chiara hanno annunciato di voler intervenire legalmente.
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