Il mercato del lavoro della provincia di Verona mostra segnali di miglioramento nei primi otto mesi del 2026, secondo i dati dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro del Veneto. A sostenere la dinamica occupazionale è soprattutto il comparto agricolo, interessato dall’avvio delle attività stagionali e dall’anticipo delle operazioni legate alla vendemmia.
Il dato più recente riguarda agosto. Nel corso del mese sono stati registrati 10.672 nuovi contratti nella provincia di Verona, mentre nello stesso periodo del 2025 le assunzioni erano state 9.877. Il saldo tra assunzioni e cessazioni si è attestato a -232 posizioni, un valore comunque significativamente migliore rispetto alle -1.117 registrate nell’agosto dello scorso anno.
Considerando il periodo compreso tra gennaio e agosto, la domanda di lavoro nel territorio veronese ha raggiunto 38.474 nuovi avviamenti. La provincia rientra quindi tra quelle venete che hanno evidenziato un miglioramento del quadro occupazionale rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
A livello regionale, il Veneto ha registrato nei primi otto mesi dell’anno un saldo positivo di 72.275 posizioni lavorative, contro le 68.771 dello stesso periodo del 2025. Le assunzioni complessive sono state 436.767, in aumento rispetto alle 424.401 dell’anno precedente.
La composizione dei nuovi rapporti di lavoro evidenzia tuttavia una netta prevalenza dei contratti a termine. Il tempo determinato ha prodotto un saldo positivo di 60.491 posizioni, grazie a 338.357 attivazioni. Il risultato è superiore a quello del 2025, quando il saldo era stato di 52.680 posti.
Più contenuta, invece, la dinamica dei rapporti a tempo indeterminato. Nei primi otto mesi del 2026 il saldo è stato di 11.204 posizioni, rispetto alle 15.668 dell’anno precedente. L’Osservatorio segnala inoltre una riduzione del 3% delle assunzioni stabili e del 6% delle trasformazioni da contratti precedenti a tempo indeterminato.
L’agricoltura si conferma il comparto con la maggiore spinta occupazionale. Il settore ha registrato un saldo positivo di 14.300 posizioni lavorative, sostenuto da un incremento del 4% delle assunzioni. Particolarmente significativo il risultato di agosto, con circa 5.100 posizioni positive.
La stagionalità ha avuto un ruolo importante in questo andamento. L’anticipo della vendemmia, associato alle esigenze di manodopera legate alle attività agricole, ha inciso sui dati occupazionali estivi. Il fenomeno è stato evidenziato anche dal vicepresidente della Regione Veneto Lucas Pavanetto, che ha collegato le particolari condizioni climatiche dell’estate 2026 all’anticipo delle attività legate alla raccolta dell’uva.
Anche il terziario presenta numeri consistenti, con un saldo complessivo di 54.700 posizioni. A contribuire maggiormente sono stati i servizi turistici, la logistica e i servizi di pulizia, insieme alle attività legate all’editoria e alla cultura connesse alla produzione cinematografica.
Più contenuta la crescita dell’industria e delle costruzioni, che nel complesso hanno registrato un saldo di 3.200 posizioni, in calo rispetto alle 4.400 del 2025. All’interno del comparto, le costruzioni hanno evidenziato un rallentamento particolarmente marcato: il saldo è passato da 2.500 a 620 posizioni, mentre gli avviamenti sono diminuiti dell’8%.
Nel cosiddetto made in Italy il saldo è stato positivo per 1.160 posti, con una tenuta dell’industria alimentare. Il settore metalmeccanico ha invece registrato 803 posizioni lavorative positive.
I dati regionali mostrano inoltre differenze nella dinamica delle assunzioni tra uomini e donne. I nuovi contratti femminili sono stati 171.273, con un incremento del 2%, mentre quelli maschili hanno raggiunto quota 265.494, segnando una crescita del 4%. Particolarmente rilevante anche l’aumento delle assunzioni tra gli over 50, cresciute dell’8%.
Per quanto riguarda l’orario, il 67,9% delle assunzioni riguarda rapporti a tempo pieno, mentre il part-time rappresenta il 32,1% degli avviamenti complessivi.
Di fronte a questi numeri, le valutazioni espresse sul mercato del lavoro veneto risultano differenti. Pavanetto ha sottolineato il carattere positivo del bilancio occupazionale, pur rilevando segnali di rallentamento legati anche agli scenari politici internazionali. La segretaria generale della Cgil Veneto Tiziana Basso ha invece richiamato l’attenzione sulla crescente incidenza del lavoro precario e sulle difficoltà che interessano in particolare il comparto manifatturiero.
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