Veneto rinvia il blocco delle auto diesel Euro 5 al 2027

Il Consiglio regionale approva la sospensione dello stop alla circolazione previsto per ottobre. La Regione introdurrà misure alternative per contenere le emissioni e rispettare gli obiettivi ambientali europei

Alberto Stefani Presidente Regione Veneto

Il Veneto posticipa di un anno il blocco previsto per le automobili diesel Euro 5. Il Consiglio regionale ha infatti approvato la sospensione della limitazione alla circolazione che sarebbe dovuta entrare in vigore il primo ottobre, fissando il nuovo termine all’1 ottobre 2027.

La decisione riguarda il rinvio dell’applicazione delle restrizioni per questa categoria di veicoli e prevede l’introduzione di una serie di interventi compensativi. L’obiettivo indicato dalla Regione è quello di mantenere un livello di riduzione delle emissioni compatibile con gli impegni ambientali stabiliti dall’Unione europea.

La sospensione del provvedimento è stata approvata con 32 voti favorevoli, due contrari e undici astensioni. La scelta apre quindi un nuovo periodo nel quale saranno adottate misure alternative per affrontare il tema della qualità dell’aria senza applicare immediatamente il blocco ai veicoli diesel Euro 5.

Le misure previste dalla Regione

Per accompagnare il rinvio del divieto, il Veneto prevede una serie di azioni considerate utili a ridurre l’impatto ambientale. Tra gli interventi annunciati rientrano limiti alle temperature negli impianti di riscaldamento di uffici e attività commerciali, incentivi dedicati alla mobilità sostenibile e agevolazioni per il trasporto pubblico locale.

Nel pacchetto di misure viene inoltre indicata la possibilità di favorire lo smartworking per alcune categorie di dipendenti pubblici, così da contribuire alla riduzione degli spostamenti quotidiani e del traffico nelle aree più interessate dall’inquinamento atmosferico.

La Regione punta quindi a compensare il rinvio del blocco attraverso interventi distribuiti su più settori, dalla mobilità agli edifici, fino alle modalità di organizzazione del lavoro.

Il presidente del Veneto Alberto Stefani ha commentato la decisione sottolineando la necessità di tenere insieme tutela ambientale e sostenibilità economica per cittadini e imprese.

«La tutela dell’ambiente è una priorità, ma la transizione ecologica non può essere pagata dai cittadini», ha dichiarato Stefani, evidenziando come molte persone utilizzino quotidianamente l’automobile per raggiungere il luogo di lavoro, accompagnare i figli, assistere familiari o svolgere attività professionali.

Secondo il presidente della Regione, gli interventi ambientali devono tenere conto anche delle conseguenze sociali ed economiche delle misure adottate. Stefani ha inoltre ricordato l’impegno assunto dall’amministrazione regionale per evitare che i cittadini si trovassero senza alternative immediate per gli spostamenti.

Il confronto tra ambiente e mobilità quotidiana

Il tema del blocco dei diesel Euro 5 si inserisce nel più ampio percorso di riduzione delle emissioni atmosferiche richiesto dalle normative europee. Le limitazioni alla circolazione dei veicoli più inquinanti sono state introdotte in diverse aree per contribuire al miglioramento della qualità dell’aria, soprattutto nei territori maggiormente esposti al problema delle polveri sottili.

La decisione del Veneto rappresenta un rinvio temporale dell’applicazione della misura, accompagnato dall’impegno a introdurre strumenti alternativi di contenimento delle emissioni.

Il nuovo calendario sposta quindi al 2027 l’entrata in vigore del blocco, mentre nei prossimi mesi saranno operative le misure compensative individuate dalla Regione.

Il provvedimento coinvolge numerosi automobilisti proprietari di veicoli diesel Euro 5, una categoria ancora presente nel parco circolante regionale. La discussione sul tema ha riguardato sia gli obiettivi ambientali sia le ricadute pratiche per chi utilizza l’auto ogni giorno per motivi personali e lavorativi.

Con il rinvio approvato dal Consiglio regionale, il Veneto avrà un anno aggiuntivo per sviluppare interventi alternativi e accompagnare il percorso verso una mobilità con minori emissioni.

Redazione

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