Liste d’attesa troppo lunghe, mancanza di personale e difficoltà nell’accesso alle cure sono al centro della protesta promossa dai Comitati veronesi per il diritto alla salute, che sabato mattina porteranno la loro mobilitazione nelle principali piazze della provincia. L’iniziativa prevede flash mob, gazebo informativi e sit-in in sette comuni con l’obiettivo di raccogliere firme per una petizione rivolta all’Ulss 9 Scaligera e alla Regione Veneto.
La richiesta dei comitati è rivolta a un intervento immediato su alcuni punti considerati prioritari: riduzione dei tempi di attesa per visite ed esami, assunzione di nuovo personale sanitario, ripristino dei medici di famiglia mancanti e piena attivazione dei servizi territoriali previsti dalla programmazione regionale.
Secondo i promotori della raccolta firme, il sistema sanitario locale sta affrontando diverse criticità. Tra queste vengono segnalate agende di prenotazione difficili da gestire, prestazioni fissate oltre i tempi indicati dalle priorità cliniche, carenze negli organici ospedalieri e una medicina territoriale ritenuta insufficiente rispetto ai bisogni della popolazione.
Particolare attenzione viene dedicata al funzionamento delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità, strutture previste per rafforzare l’assistenza vicino ai cittadini ma che, secondo i comitati, rischiano di non garantire pienamente i servizi per la mancanza di personale medico e infermieristico.
La coordinatrice dei Comitati e degli Sportelli Help territoriali, Cristina Ceriani, sottolinea la necessità di una risposta istituzionale alle difficoltà incontrate quotidianamente dai cittadini. Le problematiche riguardano chi non riesce a trovare un medico di base, chi riceve un appuntamento dopo molti mesi o chi si trova costretto a rivolgersi alla sanità privata per ottenere una prestazione in tempi compatibili con le proprie esigenze.
La petizione raccoglie quattro richieste principali: nuove assunzioni, completamento dei servizi territoriali, rispetto delle tempistiche previste per le prestazioni sanitarie e rafforzamento della medicina di prossimità. L’obiettivo dichiarato è alleggerire la pressione sugli ospedali e sui pronto soccorso attraverso una rete territoriale più efficiente.
La mobilitazione coinvolgerà San Bonifacio, Legnago, Villafranca, Bussolengo, Caprino, Malcesine e Isola della Scala. In ciascun territorio saranno evidenziate anche specifiche esigenze locali.
A San Bonifacio i cittadini chiedono il rilancio dell’attività chirurgica e ambulatoriale di oculistica all’ospedale Fracastoro, con l’assegnazione di specialisti dedicati. A Villafranca le richieste riguardano il potenziamento del Pronto Soccorso, il ritorno della Neurologia al Magalini e lo sviluppo della Procreazione Medicalmente Assistita.
A Legnago vengono indicate come priorità il rafforzamento della psichiatria, il completamento dei ruoli dirigenziali vacanti in alcuni reparti e l’aggiornamento delle tecnologie sanitarie. Per Bovolone viene chiesta la riattivazione del punto di primo intervento sulle 24 ore e l’apertura dei posti letto hospice già previsti.
Anche Isola della Scala, Caprino e Malcesine portano sul tavolo richieste specifiche: dal potenziamento dei servizi diagnostici alla presenza continuativa di assistenza medica, fino a una maggiore attenzione alle persone con disabilità motorie.
I comitati precisano che la protesta non riguarda soltanto la difesa delle strutture ospedaliere, ma il diritto dei cittadini a ricevere cure accessibili senza attese incompatibili o costi aggiuntivi. La richiesta alla politica è quella di trasformare gli impegni generici in provvedimenti concreti con risorse e scadenze definite.
Durante la mobilitazione saranno raccolte anche testimonianze di cittadini che hanno incontrato difficoltà nel percorso sanitario. Tra i casi segnalati ci sono persone costrette ad attendere mesi per visite specialistiche o controlli programmati. Un esempio riguarda una prima visita maxillo-facciale richiesta con priorità entro 30 giorni, per la quale il sistema di prenotazione avrebbe proposto un appuntamento molti mesi dopo.
Un altro caso riguarda una paziente con problemi al pancreas che, nonostante la necessità di un controllo entro un determinato periodo, avrebbe ricevuto una data di visita molto più lontana rispetto alle indicazioni iniziali. I comitati raccontano anche la vicenda di un uomo in attesa da mesi di un intervento per ernia, risolta dopo l’intervento dello sportello territoriale che aveva presentato un reclamo all’Urp dell’Ulss 9.
La raccolta firme rappresenta quindi una richiesta di intervento sul funzionamento complessivo della sanità veronese, con particolare attenzione alla disponibilità di personale, alla continuità dell’assistenza e alla riduzione delle attese per le prestazioni sanitarie.
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