La cucina interna di Villa Monga, struttura dell’Istituto Assistenza Anziani di Verona, è stata chiusa dopo un’ispezione del Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione dell’Ulss 9 Scaligera. Il controllo, effettuato giovedì 27 agosto, ha evidenziato diverse criticità sul piano igienico-sanitario, rendendo necessaria la sospensione temporanea dell’attività.
In attesa degli interventi necessari, la preparazione e la fornitura dei pasti agli anziani ospiti sono state affidate all’esterno. Il servizio è stato infatti assegnato temporaneamente alla ditta Serenissima.
La decisione dell’azienda sanitaria ha aperto anche un fronte politico. Paolo Rossi, consigliere comunale di Verona Domani, ha definito la situazione particolarmente grave e ha chiesto che la presidenza dell’Istituto Assistenza Anziani riferisca in Consiglio comunale per chiarire le ragioni delle criticità e i tempi degli interventi.
Il rapporto dell’Ulss 9
A far emergere la gravità delle condizioni della cucina è stato il rapporto redatto al termine del sopralluogo dagli ispettori dell’Ulss 9 Scaligera e successivamente diffuso da L’Arena.
Nella relazione vengono indicate carenze strutturali e di manutenzione che riguarderebbero diversi ambienti e strumenti utilizzati per la preparazione dei pasti. Le problematiche sono state riscontrate nei locali destinati alla produzione, trasformazione e confezionamento degli alimenti, ma anche nella zona adibita al lavaggio e nelle attrezzature.
Tra gli elementi più critici segnalati dagli ispettori figura inoltre la presenza diffusa di blatte vive e dei loro resti. La situazione sarebbe stata riscontrata nonostante gli interventi di disinfestazione già effettuati dall’Istituto.
Il quadro delineato dall’ispezione comprende anche una generale condizione di trascuratezza nella gestione degli spazi e delle attività connesse alla preparazione e conservazione degli alimenti.
Per poter riaprire la cucina, l’Ulss ha quindi subordinato il ripristino dell’attività a una serie di interventi. Sarà necessario ripristinare i requisiti minimi di igiene, eliminare le irregolarità rilevate e produrre la certificazione dell’avvenuta disinfestazione effettuata da un’impresa specializzata.
Richiesta anche una formazione specifica
Le verifiche non avrebbero riguardato esclusivamente i locali e le attrezzature. Nel rapporto viene infatti evidenziata anche una criticità relativa alla preparazione del personale incaricato della manipolazione e della conservazione degli alimenti.
Secondo quanto riportato nella relazione, gli addetti non sarebbero apparsi adeguatamente formati. Per questo motivo è stato previsto anche l’obbligo di partecipazione a uno specifico corso di formazione.
Gli interventi richiesti dovranno dunque interessare più aspetti della gestione della cucina prima che possa essere valutata la possibilità di riapertura.
Il presidente Iaa: interventi già programmati
Il presidente dell’Istituto Assistenza Anziani, Franco Balbi, ha espresso le proprie scuse per i disagi provocati dalla sospensione del servizio. Balbi ha spiegato che i lavori di ristrutturazione e adeguamento della cucina erano già stati pianificati e che le recenti verifiche impongono ora di procedere con gli interventi necessari.
L’obiettivo dichiarato dalla presidenza è garantire agli anziani ospiti un servizio sicuro e adeguato, mettendo al primo posto la tutela della loro salute e del loro benessere.
La temporanea esternalizzazione dei pasti ha però generato malcontento anche tra alcuni familiari degli ospiti, che avrebbero manifestato insoddisfazione per la qualità del servizio fornito dalla ditta incaricata.
Balbi ha assicurato che la situazione dovrebbe essere risolta nell’arco di alcune settimane, attraverso gli interventi necessari sulla cucina interna.
Rossi chiede chiarezza
Le rassicurazioni non hanno però placato le critiche di Paolo Rossi. Il consigliere di Verona Domani considera la chiusura della cucina un fatto di particolare gravità, soprattutto alla luce delle condizioni riscontrate durante l’ispezione sanitaria.
Rossi ha chiesto ai vertici dell’Iaa di presentarsi in Consiglio comunale per fornire una ricostruzione dettagliata delle responsabilità e dei tempi con cui sono state affrontate le problematiche.
Al centro della richiesta c’è anche la necessità di chiarire perché gli interventi di adeguamento non siano stati completati prima dell’ispezione dell’Ulss 9 e come l’Istituto intenda garantire nell’immediato condizioni adeguate per gli ospiti.
La vicenda di Villa Monga resta quindi legata sia agli interventi tecnici necessari per consentire la riapertura della cucina sia al confronto politico sulle modalità con cui sono state gestite le criticità emerse.
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