Famiglia Cristiana ha scelto don Antonio Mazzi come “italiano dell’anno” 2025. Un tributo che arriva in un anno simbolico, il quarantesimo dalla nascita di Exodus, la rete di comunità fondata proprio dal sacerdote veronese che ha speso la vita a fianco dei giovani più fragili, degli emarginati e degli ultimi.
Nel numero attualmente in edicola, la testata dedica la copertina e un’ampia intervista a don Mazzi, oggi 96enne, celebrandone il lungo percorso di impegno educativo e sociale, sempre contrassegnato da concretezza, vicinanza umana e coraggio civile.
Dalle periferie alle comunità: la missione di una vita
Don Mazzi ha iniziato il suo cammino tra le parrocchie di periferia, a stretto contatto con adolescenti in difficoltà e famiglie vulnerabili. Negli anni Settanta, di fronte al dramma della tossicodipendenza al Parco Lambro di Milano, nacque Exodus, un’intuizione che si sarebbe trasformata in una rete nazionale di case-famiglia, centri di recupero e progetti educativi, tuttora attiva e punto di riferimento per migliaia di giovani.
La sua risposta è sempre stata concreta, fuori dai palazzi della burocrazia, radicata nel contatto diretto con le persone, come ricorda il direttore di Famiglia Cristiana, don Stefano Stimamiglio: “Ha privilegiato l’incontro umano, trasformando la vicinanza ai ragazzi in azione reale”.
Una voce scomoda, sempre dalla parte degli ultimi
Nel testo della motivazione ufficiale, Famiglia Cristiana sottolinea come don Mazzi abbia saputo portare all’attenzione pubblica temi spesso ignorati o scomodi, come le dipendenze, l’educazione, la crisi della famiglia, la solitudine.
“Una voce schietta, popolare, mai accomodante”, si legge sulla pergamena simbolica del riconoscimento, consegnata insieme al tributo della redazione. Una voce che ha attraversato decenni di impegno anche sui media, senza mai perdere lucidità, passione educativa e capacità di ascolto.
Exodus, 40 anni al fianco dei giovani “perduti”
Il 2025 segna i 40 anni dalla nascita di Exodus, che oggi conta decine di strutture in tutta Italia e un numero incalcolabile di vite trasformate. Il metodo Mazzi è fatto di relazioni, regole, fiducia e rispetto, ma soprattutto della convinzione che ogni ragazzo, per quanto smarrito, abbia diritto a una seconda possibilità.
“Don Mazzi ha dimostrato che il recupero è possibile, che l’umanità vale più dei pregiudizi” afferma ancora Famiglia Cristiana, evidenziando come il sacerdote abbia incarnato un modo di essere Chiesa nel mondo, senza giudicare ma camminando accanto a chi rischiava di essere dimenticato.
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