Verona saluta Gianfranco Bertani, protagonista della politica e dello sviluppo urbano

Scomparso a 95 anni, fu assessore, vicesindaco e figura centrale nella trasformazione urbanistica della città

Morto Gianfranco Bertani

Si è spento a 95 anni Gianfranco Bertani, storico esponente della politica veronese e professionista stimato, la cui carriera si è intrecciata per oltre trent’anni con lo sviluppo urbano, economico e istituzionale di Verona. Il suo impegno politico e amministrativo ha segnato alcune delle scelte più importanti per il futuro della città, in particolare sul piano urbanistico.

Giovanissimo in Consiglio Comunale, al fianco della sinistra

Nato in una famiglia socialista, Bertani entra nel Consiglio Comunale di Verona a soli 26 anni, nel 1956, in un contesto politico complesso, in cui le forze di sinistra – socialisti e comunisti – erano all’opposizione rispetto alla giunta Uberti. Emblematica la sua presenza durante le polemiche scoppiate in aula sui fatti di Ungheria, con il Pci isolato nella difficile gestione della posizione sull’invasione sovietica di Budapest.

Rieletto nel 1960 sotto la giunta Zanotto e nel 1964 nella nuova giunta Gozzi, che segna l’ingresso dei socialisti al governo cittadino, a Bertani viene affidata la delega all’Urbanistica e al Piano Regolatore, su espressa richiesta della componente socialista.

Una visione urbanistica innovativa e sostenibile

In quel ruolo strategico, Bertani si circonda di giovani architetti e urbanisti, tra cui Libero Cecchini, Arrigo Rudi, Otto Tognetti e Marco Lucat, per dare vita a una nuova visione per la Verona del futuro, in netta discontinuità con le ipotesi espansionistiche del Piano Marconi, che prevedeva una città da 600mila abitanti. L’obiettivo diventa invece una Verona più sostenibile, contenuta nei 300mila abitanti, con interventi fondamentali come:

  • Il piano di salvaguardia delle Torricelle, per la tutela del paesaggio collinare;

  • L’individuazione dell’area destinata al Quadrante Europa, oggi snodo logistico strategico a livello europeo;

  • Lo studio della Mediana, la gronda viaria a sud della città, ancora oggi centrale nei dibattiti urbanistici.

Dagli anni ‘70 al ruolo di vice sindaco agli incarichi istituzionali

Nel 1975, Bertani rientra in Consiglio Comunale durante la seconda amministrazione Gozzi, ricoprendo il ruolo di vicesindaco. In quegli anni si occupa anche di complesse vertenze industriali, come la vicenda Tiberghien, storica azienda del tessile veronese.

Negli anni successivi, ha ricoperto incarichi di rilievo in ambito economico e istituzionale:

  • Presidente dell’Ente Fiera di Verona dal 1982 al 1987, in un momento cruciale per l’internazionalizzazione dell’ente;

  • Vicepresidente della Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza e Belluno;

  • Come commercialista, ha gestito delicate procedure concorsuali, tra cui la curatela fallimentare dell’Hellas Verona, contribuendo alla gestione di un momento particolarmente critico per il club scaligero.

Un addio a una figura centrale per la città

L’ultimo saluto a Gianfranco Bertani è previsto per venerdì 12 dicembre, alle ore 14:15, presso la Sala del commiato del Cimitero monumentale di Verona. Con la sua scomparsa se ne va un protagonista silenzioso ma incisivo della politica cittadina, capace di unire visione, competenza tecnica e profondo radicamento nei valori del socialismo riformista.

Redazione

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