Il ricorso alla sperimentazione su animali, per Aptuit, rimane uno strumento essenziale e insostituibile per l’avanzamento scientifico. Lo ha ribadito l’azienda di ricerca con sede a Verona in una nota ufficiale, alla vigilia della delicata udienza al Tar del Lazio, fissata per il 10 giugno, che deciderà sul destino di alcuni cani beagle destinati ai test.
Secondo Aptuit, la normativa vigente impone l’impiego di modelli animali come passaggio obbligato nella fase di studio preclinico, soprattutto quando mancano alternative altrettanto affidabili. L’obiettivo è garantire che i nuovi trattamenti farmacologici siano sicuri ed efficaci prima di essere utilizzati sull’uomo.
L’azienda veronese sottolinea di ricorrere a questa metodologia solo in assenza di soluzioni sostitutive valide e certificate, ribadendo il rispetto rigoroso dei parametri etici e delle disposizioni legislative. Una posizione condivisa anche in ambito comunitario: la Commissione europea ha recentemente riconosciuto che la transizione verso metodi non animali richiederà anni, perché i sistemi alternativi oggi disponibili non riescono ancora a simulare la complessità dell’organismo vivente.
Il dibattito etico intorno all’uso di animali da laboratorio si è riacceso, con manifestazioni di protesta che hanno attraversato Verona nell’autunno scorso e di nuovo a maggio. Il caso dei beagle, già oggetto di esame da parte del Consiglio di Stato nel 2024, è ora nelle mani del Tar, che dovrà valutare le richieste avanzate dagli attivisti per la liberazione degli animali.
Aptuit, nel frattempo, rivendica i risultati ottenuti grazie alla sperimentazione animale, sottolineando che molte conquiste della medicina moderna – dai vaccini ai trattamenti per patologie croniche e rare – sono state rese possibili proprio grazie a questi studi preliminari. L’azienda conferma comunque l’impegno nel potenziamento di tecniche sostitutive, ancora in fase di sviluppo o non sufficientemente validate.
La questione resta dunque aperta tra esigenze di progresso scientifico e istanze di tutela del benessere animale, con una progressiva ridefinizione dei confini della ricerca nel rispetto della vita e della salute di tutti, esseri umani e animali inclusi.
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