Il cambiamento climatico sta influenzando anche il settore dell’abbigliamento, con una riduzione della domanda di capi invernali pesanti e una trasformazione nelle dinamiche di acquisto. Secondo Mariano Lievore, presidente di Federmoda Commercio Verona, questo fenomeno è in corso da almeno un decennio, con un impatto significativo sul commercio al dettaglio.
«Gli inverni meno rigidi hanno modificato il comportamento dei consumatori, che oggi preferiscono capi più leggeri», spiega Lievore. Giubbotti imbottiti e cappotti pesanti sono sempre meno richiesti, mentre cresce l’interesse per maglie leggere e giubbini da mezza stagione, che possono essere utilizzati anche in primavera. Inoltre, i progressi nei tessuti permettono di ottenere capi più sottili ma ugualmente caldi, riducendo ulteriormente la necessità di acquistare abbigliamento invernale tradizionale.
Anche le strategie d’acquisto sono cambiate, con una minore attesa dei saldi stagionali. «Un tempo si aspettava il periodo degli sconti per comprare capi invernali, oggi invece gli acquisti avvengono durante tutto l’anno», sottolinea Lievore. La presenza continua di promozioni e offerte ha reso i saldi meno decisivi per il settore, pur mantenendo un certo impatto sulle vendite.
L’avvio anticipato dei saldi resta un tema dibattuto tra i commercianti, ma il loro peso non è più quello di una volta. «Si tratta ancora di una pratica importante, ma non è più determinante come in passato», conclude il presidente di Federmoda Verona.
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