Il nuovo direttore dei Musei civici di Verona, Lorenzo Balbi, si presenta alla città con un progetto culturale basato sulla produzione di idee, sulla partecipazione del pubblico e su una nuova concezione del museo come spazio vivo e aperto alla comunità.
Durante l’incontro di benvenuto organizzato negli spazi del Museo di Castelvecchio, nel giardino della struttura, Balbi ha raccontato il suo approccio alla nuova esperienza professionale, sottolineando la volontà di conoscere a fondo il sistema museale prima di proporre trasformazioni.
“Non sono arrivato a Verona con un pacchetto preconfezionato” ha spiegato il nuovo direttore, evidenziando come ogni museo debba sviluppare strategie legate al territorio in cui opera.
A introdurre Lorenzo Balbi è stata l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, che ha illustrato le motivazioni alla base della scelta del nuovo direttore.
Un museo pubblico come spazio da vivere
Secondo l’assessora Ugolini, Verona aveva bisogno di una guida capace di offrire una visione ampia per valorizzare sia gli spazi espositivi già esistenti sia quelli recentemente riaperti.
L’obiettivo dell’amministrazione è trasformare i musei in luoghi capaci di generare nuovi percorsi culturali e non semplicemente in strutture dedicate alla conservazione.
“Il museo non deve essere un luogo che si visita una volta per tutte, né un contesto riservato alle élite culturali” ha sottolineato Ugolini.
La prospettiva indicata è quella di un museo pubblico come ambiente dinamico, dove diverse forme artistiche possono dialogare e dove il visitatore diventa parte attiva dell’esperienza.
Nessuna formula pronta per il rilancio dei musei
Lorenzo Balbi ha spiegato di voler partire dall’analisi del sistema esistente, evitando modelli già applicati altrove.
Per il nuovo direttore, i musei sono organismi complessi e profondamente legati al territorio: per questo motivo non possono essere trasformati attraverso soluzioni standard.
“I musei sono organismi viventi radicati nei territori” ha dichiarato Balbi, sottolineando la necessità di costruire nuove proposte a partire dal patrimonio custodito.
La prima fase del suo incarico sarà quindi dedicata allo studio della struttura dei Musei civici di Verona, un sistema composto da diverse sedi e professionalità.
Attualmente la rete museale coinvolge circa 60 persone che lavorano internamente e oltre 100 collaboratori impegnati attraverso diverse forme di collaborazione.
Un sistema che attraversa storia, arte e contemporaneità
Uno degli aspetti che ha maggiormente colpito Balbi riguarda la varietà delle collezioni veronesi.
Il nuovo direttore arriva da un’esperienza prevalentemente legata all’arte contemporanea, ma considera proprio l’ampiezza del patrimonio cittadino una delle principali opportunità offerte dal nuovo incarico.
Dalla preistoria alla contemporaneità, i Musei civici di Verona rappresentano un sistema caratterizzato da epoche, linguaggi e approcci differenti.
Balbi ha evidenziato il valore di questa ricchezza, definendo straordinaria la possibilità di lavorare all’interno di un contesto così articolato.
Nuovi pubblici e valorizzazione del patrimonio
Tra le sfide principali indicate dal nuovo direttore c’è quella di avvicinare ai musei pubblici diversi, in particolare le nuove generazioni.
Secondo Balbi, il coinvolgimento di nuovi visitatori non passa attraverso iniziative standardizzate, ma attraverso una strategia costruita sul patrimonio e sull’identità delle istituzioni culturali.
L’obiettivo sarà sviluppare progetti capaci di creare un rapporto più diretto tra museo, cittadini e visitatori.
La programmazione futura sarà quindi il risultato di un percorso di analisi e confronto, con l’obiettivo di individuare nuove modalità di fruizione culturale.
Gestione, partnership e riforma della governance
Il nuovo incarico di Lorenzo Balbi comprende anche importanti responsabilità sul piano organizzativo.
Il direttore dovrà coordinare un sistema museale formato da più sedi, garantendo un’offerta culturale integrata capace di attrarre sia i residenti sia i turisti.
Tra gli obiettivi rientrano anche:
- sviluppare collaborazioni con istituzioni culturali nazionali e internazionali;
- favorire mostre, scambi e progetti scientifici;
- rafforzare i rapporti con fondazioni, imprese ed enti pubblici;
- promuovere nuovi modelli di finanziamento e partnership.
Un ruolo centrale sarà inoltre dedicato al processo di riforma della governance museale, con l’obiettivo di aumentare autonomia gestionale e capacità decisionale dei Musei civici.
La prospettiva è quella di un modello nel quale il Comune mantenga una funzione di programmazione, mentre il sistema museale sviluppi maggiore autonomia operativa e un coinvolgimento più strutturato dei soggetti privati.
Con l’arrivo di Lorenzo Balbi, Verona apre quindi una nuova fase per i propri musei, puntando su innovazione, partecipazione e valorizzazione del patrimonio come strumenti per costruire un’offerta culturale sempre più aperta e contemporanea.
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