Dopo più di quattro decenni di attività sul territorio veronese, il Circolo Pink si trova a dover affrontare la perdita della propria sede. Entro la fine di settembre, l’associazione dovrà infatti lasciare i locali di via Cantarane 63C, utilizzati negli ultimi dodici anni. La decisione della proprietà di mettere in vendita l’immobile ha reso necessario lo sgombero degli spazi.
Il collettivo, nato nel 1985, considera la sede molto più di un semplice luogo in cui organizzare incontri e iniziative. Nel corso degli anni, infatti, i locali di Veronetta sono diventati un punto di riferimento per numerose attività rivolte alle persone LGBTQIA+ e, più in generale, per realtà impegnate su temi sociali e politici.
La ricerca di una nuova sistemazione è già iniziata da tempo, ma finora nessuna delle soluzioni individuate ha consentito di garantire un trasferimento definitivo. Per il Circolo Pink resta fondamentale poter continuare a operare a Veronetta, quartiere nel quale l’associazione ha costruito negli anni una parte significativa della propria rete.
Tra le attività considerate maggiormente a rischio c’è quella avviata nel 2017 a sostegno delle persone migranti LGBTQIA+, accompagnate nei percorsi legati all’accoglienza e alla permanenza in Italia e in Europa. Per gli attivisti, interrompere questo lavoro significherebbe compromettere una rete di relazioni e di assistenza costruita nel tempo.
«Chiudere con queste vite non è possibile», hanno spiegato dal Circolo Pink, sottolineando come i percorsi delle persone migranti LGBTQIA+ non si esauriscano con l’arrivo nel Paese di destinazione e richiedano invece continuità nel tempo.
L’associazione deve inoltre portare avanti due progetti con scadenza alla fine del 2026. Il primo è Rainbow House, iniziativa che ha contribuito alla nascita a Verona di un Centro antidiscriminazioni finanziato attraverso fondi Unar del Ministero delle Pari Opportunità. Il secondo è Ridap+, progetto dedicato al benessere psicologico delle persone migranti LGBTQIA+, sostenuto da Oxfam Italia attraverso risorse europee.
La sede di via Cantarane ha rappresentato negli anni anche uno spazio a disposizione di altre realtà cittadine. Il Circolo ricorda infatti il proprio ruolo nella preparazione di iniziative antirazziste, antisessiste e antifasciste, oltre alla partecipazione alla promozione del Tumulto Pride nelle edizioni del 2025 e del 2026.
«Siamo stati un crocevia», hanno rivendicato gli attivisti, ricordando come lo spazio fosse nato come luogo sicuro per le persone LGBTQIA+ e si fosse progressivamente aperto a numerose altre istanze sociali.
Nonostante la scadenza ormai vicina, il Circolo Pink non prevede un’interruzione immediata delle proprie attività. Una soluzione temporanea è stata individuata grazie all’ospitalità di un gruppo con cui l’associazione ha condiviso iniziative e percorsi negli ultimi due anni. Si tratta però di una sistemazione provvisoria, mentre prosegue la ricerca di una sede autonoma.
L’appello è quindi rivolto alla collettività e alle realtà del territorio: l’associazione chiede di poter valutare proposte per uno spazio adeguato a Veronetta, così da mantenere la propria presenza nel quartiere e assicurare la prosecuzione dei progetti già avviati.
A 41 anni dalla sua nascita, il futuro del Circolo Pink passa dunque anche dalla possibilità di trovare una nuova sede. La ricerca resta aperta, con l’obiettivo di evitare che la fine dell’esperienza in via Cantarane si trasformi in una battuta d’arresto per le attività costruite dall’associazione nel corso degli anni.
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