Una nuova possibilità per affrontare il dolore durante il travaglio è disponibile nelle sale parto dell’ospedale Mater Salutis di Legnago. Si tratta della MEOPA, Miscela Equimolare di Ossigeno e Protossido d’Azoto, una soluzione che va ad ampliare le modalità di analgesia offerte alle donne in occasione del parto.
L’introduzione della metodica non sostituisce le altre forme di assistenza già previste, ma mette a disposizione delle partorienti uno strumento aggiuntivo per rendere più gestibili le contrazioni. La scelta della modalità più adatta viene valutata in relazione alle esigenze della donna e alle sue condizioni cliniche.
Come funziona la MEOPA
La MEOPA è una miscela gassosa costituita per metà da ossigeno e per metà da protossido d’azoto. Il gas viene respirato attraverso una mascherina e può produrre un effetto analgesico e rilassante.
La sua funzione è quella di attenuare la percezione del dolore e contribuire a ridurre ansia e tensione durante le contrazioni. Non si tratta tuttavia di un’anestesia: alla concentrazione prevista per questa metodica non viene prodotto un effetto anestetico.
Un elemento caratterizzante è la rapidità con cui agisce. Essendo somministrata attraverso l’inalazione, la MEOPA manifesta rapidamente il proprio effetto. Allo stesso modo, una volta interrotta la somministrazione, l’organismo torna velocemente alla condizione precedente.
La somministrazione avviene durante le contrazioni
L’utilizzo della miscela avviene sotto la supervisione del personale sanitario. La donna indossa la mascherina e segue le indicazioni fornite dall’équipe ostetrica, potendo utilizzare l’inalazione in relazione alle contrazioni.
Questa modalità consente alla partoriente di avere un ruolo attivo nella gestione del dolore. La somministrazione è prevista esclusivamente in ambiente ospedaliero e il personale valuta preventivamente l’idoneità della metodica, accompagnando poi la donna durante l’utilizzo.
La MEOPA non rappresenta un’alternativa alla peridurale, ma una possibilità ulteriore all’interno dell’assistenza al parto. Anche la risposta al trattamento può essere differente da una donna all’altra: la miscela non elimina completamente il dolore, ma può contribuire a renderlo più affrontabile.
Un’assistenza personalizzata
La dottoressa Paola Pomini, direttrice dell’Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Legnago, sottolinea l’importanza di un approccio personalizzato alla nascita. Non esiste infatti una modalità di gestione del dolore che possa essere considerata adatta indistintamente a tutte le donne.
Durante il travaglio possono essere adottate diverse strategie, anche contemporaneamente. Tra gli strumenti non farmacologici rientrano le tecniche di respirazione e rilassamento, la libertà di movimento, il cambiamento delle posizioni, i massaggi e il contatto fisico.
A queste possibilità si aggiungono la doccia e l’acqua calda. Anche il travaglio e il parto in acqua possono costituire un ulteriore strumento per affrontare naturalmente il dolore.
L’assistenza prevede inoltre il supporto continuo dell’ostetrica e della persona scelta dalla donna, all’interno di un ambiente pensato per favorire comfort, sicurezza e senso di controllo.
Resta inoltre disponibile la peridurale, una metodica farmacologica che consente un controllo più efficace del dolore mantenendo la donna cosciente e partecipe durante il travaglio e il parto.
La scelta resta alla partoriente
Per Alessandra Campo, coordinatrice delle Sale parto del Mater Salutis, l’introduzione della MEOPA deve essere considerata soprattutto come un ampliamento delle possibilità a disposizione delle donne.
Ogni esperienza di travaglio è differente e anche la percezione del dolore varia da persona a persona. Per questo motivo, l’obiettivo è mettere a disposizione più strumenti tra cui scegliere, permettendo alla donna di individuare insieme all’équipe ostetrica e anestesiologica la soluzione più adeguata alle proprie necessità e alla situazione clinica.
Un ulteriore elemento riguarda le modalità di accesso alla metodica: per utilizzare la MEOPA non sono necessari ulteriori esami. La possibilità può quindi essere richiesta direttamente in sala parto, dove viene valutata e gestita dal personale sanitario.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.