Monte Baldo celebra cento anni della chiesetta di Santa Rosa

Cinquecento escursionisti hanno raggiunto quota 2147 metri per l’anniversario dello storico edificio alpino vicino a cima Telegrafo

lago di garda monte baldo

A 2147 metri di quota sul Monte Baldo, tra le cime che dominano il paesaggio e affacciano sul lago, la chiesetta alpina di Santa Rosa ha celebrato un traguardo speciale: cento anni dalla sua costruzione. Un anniversario vissuto con una grande partecipazione di fedeli, escursionisti e appassionati della montagna, arrivati fino al piccolo edificio religioso situato vicino al rifugio Barana, poco sotto cima Telegrafo.

La chiesa, oggi luogo di culto e punto di incontro per chi frequenta le montagne veronesi, nasce sulle fondamenta di una struttura militare risalente alla Prima guerra mondiale. Da antica casermetta a spazio di preghiera e aggregazione, Santa Rosa rappresenta un simbolo del legame tra storia, fede e territorio.

Durante il periodo estivo, ogni domenica, la chiesetta ospita la celebrazione della Santa Messa, diventando una meta abituale per gli escursionisti che percorrono i sentieri del Monte Baldo.

Una celebrazione speciale tra fede e natura

La giornata dell’anniversario ha richiamato circa cinquecento persone sulle alture del Baldo, unite per partecipare alla celebrazione e festeggiare un luogo che da un secolo accompagna la vita della comunità montana.

La Santa Messa è stata celebrata dal vescovo di Verona Domenico Pompili, accompagnato dal cappellano delle chiese alpine don Flavio Gelmetti, sacerdote del Don Mazza, che ha accolto i partecipanti e curato l’organizzazione dell’evento.

La celebrazione è stata animata dal coro di Santa Rosa, che ha contribuito a rendere ancora più intensa un’atmosfera caratterizzata dalla spiritualità e dalla bellezza del paesaggio circostante.

Tra le montagne del Baldo, la ricorrenza ha unito preghiera, memoria e condivisione, trasformando una semplice domenica estiva in un momento di forte significato collettivo.

Il silenzio della montagna come messaggio di riflessione

Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stata la benedizione rivolta alle persone presenti e il canto del “Signore delle Cime”, ascoltato nel silenzio assoluto delle montagne.

Proprio il silenzio è stato al centro della riflessione del vescovo Pompili, che ha indicato la montagna come un luogo capace di insegnare il valore della pausa e dell’ascolto in una società spesso dominata dalla velocità.

Secondo il presule, il contatto con l’ambiente alpino aiuta a riscoprire una dimensione più profonda dell’esistenza, invitando a rallentare e a osservare ciò che spesso viene trascurato nella quotidianità.

Durante la celebrazione non sono mancate anche emozioni personali. Il vescovo ha condiviso un ricordo legato alla propria esperienza, sottolineando come il cammino in montagna possa diventare una metafora della vita.

La montagna insegna la perseveranza, perché ogni percorso richiede impegno, fatica e la capacità di seguire le tracce lasciate da chi ha camminato prima di noi.

Un viaggio tra sentieri, animali e panorami

Molti partecipanti hanno raggiunto la chiesetta attraverso un percorso immerso nella natura. Numerosi fedeli hanno utilizzato la funivia da Prada per poi affrontare circa un’ora e mezza di cammino tra paesaggi alpini, incontrando lungo il percorso anche marmotte e camosci.

Il gruppo è stato guidato dal vescovo Domenico Pompili, che ha mostrato una particolare passione per il trekking e la vita all’aria aperta, partecipando al cammino insieme agli escursionisti.

La giornata sul Monte Baldo è stata così un’occasione per celebrare un importante anniversario storico, ma anche per riscoprire il valore della natura e della condivisione.

Santa Rosa, un secolo di storia sul Monte Baldo

La chiesetta di Santa Rosa continua a rappresentare un punto di riferimento per chi vive e frequenta queste montagne. Un piccolo edificio costruito in quota che, in cento anni, è diventato un luogo capace di accogliere generazioni di pellegrini, escursionisti e amanti della montagna.

L’anniversario ha confermato il ruolo della struttura come spazio dove fede e ambiente naturale si incontrano, mantenendo vivo un patrimonio spirituale e culturale profondamente legato al territorio veronese.

Redazione

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