Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto dedicato al contenimento del costo dei carburanti, confermando la proroga del taglio delle accise sul gasolio fino al 5 settembre. La misura, pensata per accompagnare la fase più intensa del controesodo estivo, prevede uno stanziamento stimato intorno ai 130 milioni di euro.
Lo sconto fiscale sul diesel, pari a 17 centesimi al litro, resterà quindi operativo per i giorni caratterizzati dal maggiore movimento sulle strade italiane. L’obiettivo del governo è limitare l’impatto dell’aumento dei prezzi dei carburanti su famiglie e imprese in un periodo tradizionalmente segnato da una forte domanda di mobilità .
Nuovi aiuti allo studio dopo la proroga
La proroga rappresenta, secondo l’esecutivo, un intervento temporaneo. Nei prossimi mesi il governo punta infatti a introdurre nuove forme di sostegno contro il caro carburante, con un’impostazione più selettiva e basata sulla situazione economica dei beneficiari.
La linea indicata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni è quella di individuare rapidamente strumenti più mirati, valutando sia la struttura degli aiuti sia le necessarie coperture finanziarie. L’obiettivo dichiarato è destinare le risorse soprattutto alle fasce più esposte agli aumenti, evitando interventi generalizzati.
Per finanziare l’attuale riduzione delle accise è stato introdotto nel decreto un nuovo meccanismo collegato agli acconti fiscali sui dividendi anticipati dai grandi gruppi energetici. Secondo fonti governative, la misura sarebbe stata definita attraverso un confronto con le aziende interessate.
Il nuovo meccanismo fiscale per coprire lo sconto
Tra le società potenzialmente coinvolte ci sarebbe anche Eni. Una bozza del provvedimento prevede un acconto fiscale fissato al 39%, che successivamente genererebbe per l’impresa un credito d’imposta equivalente.
Il meccanismo viene descritto come una soluzione tecnica differente rispetto ad altri interventi adottati in passato nel rapporto tra Stato e grandi aziende. In particolare, non sarebbe collegato alla discussione sugli extraprofitti, tema che continua a creare divisioni all’interno della maggioranza.
La decisione di prorogare il taglio delle accise è arrivata dopo una valutazione sulle diverse possibilità temporali. Il governo aveva preso in considerazione una scadenza più breve, al 4 settembre, oppure un’estensione fino al 7 settembre. Alla fine è stata scelta la data del 5 settembre, con un costo giornaliero stimato di circa 13 milioni di euro.
Il confronto politico sul caro carburanti
La questione del costo dei carburanti ha riacceso il confronto tra le forze politiche. Il vicepremier Antonio Tajani ha parlato della necessità di interventi strutturali ma mirati, destinati in particolare ai cittadini con maggiori difficoltà economiche, al ceto medio e al mondo produttivo.
Di diverso avviso il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha definito la proroga un intervento insufficiente, sostenendo che il beneficio sarebbe già stato assorbito dall’aumento dei prezzi alla pompa. Anche la segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha criticato la scelta del governo, chiedendo un intervento sugli extraprofitti delle aziende che hanno registrato maggiori guadagni durante la crisi energetica.
All’interno della maggioranza restano invece posizioni differenti sul tema della tassazione degli utili straordinari. Tajani ha ribadito la propria contrarietà a nuove imposte sugli extraprofitti delle banche, mentre la Lega propone di valutare strumenti alternativi per ridurre in modo più significativo il peso delle accise.
Il senatore Claudio Borghi ha sottolineato che, secondo il partito guidato da Matteo Salvini, il nodo principale riguarda la scelta di chi debba sostenere il costo degli interventi: cittadini o settori economici che hanno beneficiato di particolari condizioni di mercato.
Verso nuove misure contro il caro energia
Sul tavolo della Lega resta anche l’ipotesi di uno scostamento di bilancio da 20 miliardi di euro, considerato uno strumento possibile per finanziare nuovi interventi.
Nel frattempo il governo dovrà definire il futuro sistema di aiuti al carburante. La direzione indicata è quella di superare gli sconti generalizzati e introdurre strumenti più mirati, collegati al reddito e alle esigenze delle categorie maggiormente colpite dall’aumento dei costi.
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