Gasolio record in autostrada: il diesel supera i livelli del 2022

I prezzi dei carburanti tornano sotto pressione dopo la proroga del taglio delle accise. Consumatori e imprese criticano la misura, mentre cresce il peso della crisi energetica

diesel

Il prezzo del gasolio raggiunge un nuovo massimo storico sulla rete autostradale italiana. Il diesel in autostrada ha superato il precedente record registrato nella settimana del 14 marzo 2022, quando il prezzo medio aveva toccato quota 2,154 euro al litro.

L’aumento arriva nonostante la proroga di 48 ore del taglio delle accise sui carburanti, una misura da 17 centesimi al litro decisa dal governo con un decreto firmato dai ministri Giancarlo Giorgetti e Gilberto Pichetto Fratin.

Il provvedimento, la cui validità è stata estesa fino al 26 agosto, è stato finanziato attraverso una parte dell’extragettito Iva generato proprio dall’incremento dei prezzi petroliferi. Il costo della mini-proroga ammonta a circa 20,8 milioni di euro, mentre il precedente intervento varato ad agosto aveva raggiunto un valore di 245 milioni.

Le critiche sulla proroga delle accise

La nuova misura ha suscitato numerose reazioni negative da parte delle associazioni dei consumatori e delle imprese.

L’Unione nazionale consumatori ha definito la proroga una “vergogna”, mentre Confimprenditori l’ha giudicata un intervento insufficiente e ormai privo di efficacia.

Anche il Codacons ha espresso forti critiche, parlando di una “presa in giro per gli italiani” e sottolineando il rischio di nuovi aumenti nei prossimi giorni.

Secondo le stime dell’associazione, senza ulteriori interventi il prezzo medio del gasolio potrebbe superare i 2,30 euro al litro sulla rete ordinaria durante il prossimo fine settimana, mentre in autostrada potrebbe arrivare a una media di circa 2,37 euro al litro.

Situazioni ancora più pesanti sono state registrate in alcune aree autostradali. Sulla Cisa, in una stazione di servizio al valico in direzione sud, il prezzo della benzina servita è arrivato vicino ai 2,50 euro al litro, mentre il diesel ha raggiunto quota 2,629 euro. Per i carburanti premium i valori hanno sfiorato addirittura i 2,90 euro.

I prezzi medi dei carburanti in Italia

I dati dell’Osservatorio prezzi carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy confermano una situazione di forte pressione.

Sulla rete stradale nazionale la benzina self si mantiene intorno ai 2,010 euro al litro, mentre il gasolio registra un lieve aumento arrivando a 2,131 euro.

Sulla rete autostradale i valori risultano ancora più elevati: il prezzo medio self della benzina è pari a 2,088 euro al litro, mentre quello del diesel raggiunge 2,204 euro.

L’andamento dei prezzi energetici continua a essere osservato con attenzione anche dalla Banca centrale europea. Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Bce, ha evidenziato come la frequenza degli shock energetici rappresenti un problema significativo per l’economia.

Secondo Cipollone, l’Europa avrebbe davanti una possibilità strategica: ridurre la dipendenza dagli idrocarburi attraverso investimenti nelle nuove tecnologie, nelle energie rinnovabili e in un mix energetico più equilibrato.

Il peso della crisi energetica sull’economia italiana

L’aumento dei costi dell’energia continua ad avere conseguenze rilevanti anche per imprese e famiglie. Secondo le stime della Cna, il conflitto in Iran avrebbe generato per l’Italia un costo energetico vicino ai 12 miliardi di euro in sei mesi, considerando il maggiore esborso per carburanti, elettricità e gas rispetto ai livelli precedenti alla crisi.

Sul fronte delle possibili soluzioni, il presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli ritiene che il taglio delle accise non sia sufficiente a risolvere il problema. Secondo l’esperto, la questione principale riguarda la capacità di raffinazione e la necessità di nuovi investimenti nel settore.

Una posizione condivisa anche da Gianni Murano, presidente dell’Unem, l’associazione delle imprese petrolifere, che richiama l’importanza di rafforzare il ruolo strategico della raffinazione e accompagnare il settore verso la decarbonizzazione dei prodotti energetici.

La corsa del gasolio evidenzia quindi una fase di forte instabilità del mercato energetico, con effetti diretti sui costi della mobilità e sulle spese quotidiane di cittadini e imprese.

Redazione

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