L’estate 2026 ha confermato il ruolo dei Centri di Comunità del Comune di Verona come punti di riferimento per socialità, partecipazione e benessere nei quartieri cittadini. Le strutture sono rimaste aperte durante il periodo estivo offrendo ai cittadini occasioni di incontro e attività gratuite, con particolare attenzione alle persone anziane.
L’iniziativa “Estate al Centro” ha coinvolto 14 dei 16 Centri di Comunità presenti sul territorio comunale, raccogliendo complessivamente 169 adesioni. Il progetto ha rappresentato un’opportunità per mantenere attive le relazioni sociali anche nei mesi più caldi dell’anno, periodo in cui il rischio di isolamento può aumentare soprattutto tra le persone più fragili.
Le attività si sono svolte all’interno degli spazi disponibili, molti dei quali dotati di aria condizionata, garantendo ambienti accoglienti e accessibili per gli incontri.
Attività gratuite per contrastare isolamento e solitudine
Durante l’estate i Centri di Comunità hanno affiancato alla programmazione ordinaria nuove proposte pensate per favorire la partecipazione e il benessere degli anziani.
L’obiettivo principale è stato creare occasioni concrete per stare insieme, mantenere allenate le capacità cognitive, acquisire nuove competenze e rafforzare i legami all’interno della comunità.
Il progetto “Estate al Centro”, inserito nel programma “Estate Anziani 2026” del Comune di Verona, ha portato nelle otto Circoscrizioni cittadine due percorsi specifici dedicati alla socializzazione e all’apprendimento.
La prima proposta, GinnasticaMente, ha utilizzato giochi, esercizi e attività di gruppo per stimolare memoria, attenzione e concentrazione. Il percorso ha favorito un approccio dinamico alla prevenzione del declino cognitivo, trasformando l’allenamento mentale in un momento di condivisione.
La seconda iniziativa, Pillole Digitali, ha invece aiutato i partecipanti ad acquisire maggiore sicurezza nell’utilizzo degli strumenti tecnologici quotidiani, come smartphone, internet e applicazioni digitali.
La tecnologia come strumento di autonomia
Uno degli aspetti più significativi del progetto è stato il sostegno offerto agli anziani nell’avvicinamento al mondo digitale.
Attraverso incontri pratici e semplici, i partecipanti hanno potuto imparare a utilizzare dispositivi e servizi online con maggiore autonomia, migliorando la capacità di comunicare, accedere alle informazioni e gestire alcune attività quotidiane.
L’educazione digitale è diventata così anche uno strumento per favorire inclusione e indipendenza, riducendo le difficoltà legate al divario tecnologico.
Il valore della rete territoriale
L’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni ha sottolineato l’importanza di una rete territoriale capace di essere presente anche nei periodi estivi, offrendo spazi dove incontrarsi, coltivare interessi e mantenere vive le relazioni.
Dei 16 Centri di Comunità presenti a Verona, 14 sono stati utilizzati per ospitare le attività principali di GinnasticaMente e Pillole Digitali.
Tutte le iniziative proposte sono state gratuite e si sono integrate con le attività già organizzate dai singoli Centri durante l’anno.
Un ruolo importante è stato svolto anche dal numero telefonico informativo unico attivato per facilitare l’accesso alle iniziative. Il servizio è diventato un punto di riferimento non soltanto per gli anziani interessati, ma anche per familiari e persone vicine ai partecipanti.
Partecipanti soddisfatti: le testimonianze
Il riscontro dei cittadini coinvolti nelle attività è stato positivo, non soltanto per l’interesse verso i contenuti proposti, ma soprattutto per il valore umano degli incontri.
Una partecipante ha raccontato l’importanza del percorso dedicato alla memoria, sottolineando come le attività abbiano contribuito a stimolare la voglia di applicarsi e creare nuove amicizie.
Altri partecipanti hanno evidenziato la qualità degli incontri dedicati alla formazione digitale, apprezzando la preparazione e la professionalità dei docenti.
Anche GinnasticaMente ha ricevuto numerosi commenti favorevoli, con particolare apprezzamento per il carattere divertente e stimolante delle attività.
Le testimonianze raccolte mostrano un modello di partecipazione che considera le persone anziane non soltanto come destinatarie di servizi, ma come protagoniste attive della vita sociale.
I Centri di Comunità come luoghi di partecipazione
La realizzazione delle attività è stata possibile grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona, Aribandus cooperativa sociale, Solco Verona e numerose realtà del territorio, insieme ai volontari e alle volontarie delle associazioni coinvolte.
I Centri di Comunità si confermano quindi spazi aperti alla cittadinanza, capaci di promuovere inclusione, relazioni e partecipazione attiva durante tutto l’anno.
L’esperienza di “Estate al Centro” dimostra come le iniziative di prossimità possano contribuire a migliorare la qualità della vita, offrendo occasioni di incontro e crescita personale anche nei periodi in cui il rischio di isolamento sociale è maggiore.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.