Non si spegne a Verona la discussione sull’abbattimento di due cedri in piazza Vittorio Veneto, nel quartiere di Borgo Trento. Nella mattinata di lunedì 24 agosto è comparso uno striscione indirizzato al sindaco Damiano Tommasi, con la frase «Tommasi torna in Lessinia».
Il messaggio è stato collocato proprio nelle vicinanze dell’area in cui si trovava uno dei due alberi interessati dall’intervento. I cedri, secondo quanto comunicato dall’amministrazione, saranno sostituiti.
L’episodio aggiunge un nuovo elemento a una vicenda che nei giorni scorsi aveva provocato reazioni da parte di esponenti dell’opposizione e alimentato un confronto sulla gestione del verde pubblico cittadino.
L’abbattimento e le ragioni indicate dal Comune
Al centro della discussione ci sono le condizioni dei due cedri rimossi. L’assessore comunale Federico Benini aveva spiegato che l’intervento era stato deciso a causa delle condizioni patologiche degli alberi, sulla base delle valutazioni tecniche effettuate.
La documentazione relativa alle alberature è consultabile attraverso la sezione dedicata al verde pubblico del sito di Amia, dove sono raccolte le perizie sugli alberi cittadini. Tra i documenti disponibili figura anche quella relativa ai due cedri di piazza Vittorio Veneto, utilizzata per motivare l’intervento di abbattimento.
Il Comune ha quindi ricondotto la decisione a ragioni legate alla sicurezza e allo stato di salute delle piante, mentre il caso è stato contestato da parte delle opposizioni, che hanno sollevato interrogativi sulle modalità con cui è stata gestita la vicenda.
Il confronto politico si allarga
La polemica non ha riguardato soltanto l’amministrazione comunale. Sul caso è intervenuto anche Giorgio Massignan, presidente dell’associazione Verona Polis, che ha espresso critiche nei confronti del Comune, ma ha rivolto osservazioni anche alle forze politiche di opposizione.
Secondo Massignan, l’amministrazione avrebbe dovuto informare con maggiore anticipo la cittadinanza sull’intervento. Il presidente di Verona Polis ha inoltre posto una domanda sulla possibilità di acquisire ulteriori valutazioni tecniche prima di arrivare alla decisione definitiva.
La sua posizione, però, si è estesa anche al comportamento delle opposizioni, chiamate secondo Massignan a mantenere un atteggiamento coerente rispetto alle questioni ambientali, indipendentemente dal colore politico dell’amministrazione coinvolta.
Il precedente di San Martino Buon Albergo
Nel suo intervento, Massignan ha infatti richiamato un episodio avvenuto a San Martino Buon Albergo, dove sono stati rimossi 21 platani piantati circa 14 anni fa. Anche in quel caso la motivazione indicata per l’abbattimento era legata alle condizioni di salute delle piante.
Il presidente di Verona Polis ha sostenuto che sarebbe stato opportuno conoscere se, prima del taglio, fossero state valutate possibilità di cura o recupero degli alberi. Ma il punto centrale della sua critica riguarda soprattutto la diversa reazione della politica nei due casi.
Massignan ha infatti sottolineato come alcuni esponenti del centrodestra abbiano contestato con forza l’abbattimento dei cedri nel Comune di Verona, amministrato dal centrosinistra, senza manifestare secondo lui la stessa attenzione per gli interventi effettuati in un’amministrazione di centrodestra come San Martino Buon Albergo.
La questione, dunque, si è trasformata anche in una riflessione sul modo in cui i partiti affrontano le problematiche ambientali quando cambiano gli schieramenti politici coinvolti.
«Il tifo da stadio» e la credibilità della politica
Nelle sue dichiarazioni, Massignan ha contestato un approccio basato esclusivamente sull’appartenenza politica. A suo giudizio, le proposte degli avversari dovrebbero essere sostenute quando vengono considerate valide oppure criticate sulla base dei loro contenuti, senza applicare criteri differenti a seconda dell’amministrazione interessata.
«Basare il giudizio solo sul colore della maglia disorienta gli elettori», ha affermato il presidente di Verona Polis, secondo cui questo tipo di contrapposizione rischierebbe di aumentare la distanza tra cittadini e politica.
La vicenda dei due cedri continua così a intrecciare temi ambientali, gestione del verde pubblico e confronto tra maggioranza e opposizioni. L’ultimo capitolo è rappresentato dallo striscione comparso in piazza Vittorio Veneto, che ha trasformato il luogo dell’abbattimento in un nuovo punto di manifestazione del dissenso nei confronti dell’amministrazione Tommasi.
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