Un improvviso arresto cardiaco ha rischiato di trasformare una serata di sport in una tragedia a San Bonifacio. L’episodio è avvenuto nella serata di lunedì 17 agosto, quando un uomo di 61 anni ha accusato un grave malore mentre stava giocando a calcetto insieme ad alcuni amici.
L’uomo si è accasciato durante la partita e ha perso rapidamente conoscenza. La situazione è apparsa subito estremamente seria agli altri giocatori presenti, che non hanno perso tempo e hanno iniziato a prestargli soccorso. La rapidità con cui sono state avviate le manovre di rianimazione ha rappresentato un elemento fondamentale nella gestione dell’emergenza.
L’intervento immediato degli amici
Mentre veniva attivata la macchina dei soccorsi, le persone presenti nella struttura sportiva hanno cominciato a praticare il massaggio cardiaco. A guidarle nelle operazioni è stato il personale del Suem 118, che ha fornito telefonicamente le indicazioni necessarie per eseguire correttamente le manovre di rianimazione.
A rendere ancora più efficace il primo intervento è stata la presenza di un defibrillatore all’interno dell’impianto. Il dispositivo è stato utilizzato per sottoporre l’uomo alla scarica elettrica necessaria a tentare il ripristino dell’attività cardiaca.
Il defibrillatore, impiegato prima dell’arrivo dei sanitari, si è rivelato determinante insieme al massaggio cardiaco e al coordinamento telefonico garantito dal Suem 118. L’azione combinata degli astanti e dei soccorritori ha consentito di intervenire nei primi, decisivi minuti successivi all’arresto.
I soccorsi arrivano in pochi minuti
L’allarme sarebbe stato lanciato poco prima delle 23. La centrale operativa ha quindi disposto l’intervento dei mezzi di emergenza, arrivati rapidamente sul luogo dell’accaduto.
A San Bonifacio sono giunte un’automedica e un’ambulanza infermierizzata del Suem. Una volta raggiunto il 61enne, il personale sanitario ha preso in carico il paziente, procedendo con le operazioni necessarie per stabilizzarne le condizioni dopo il grave evento cardiaco.
Completata la prima fase dei soccorsi, è stato organizzato il trasferimento in ospedale. L’uomo è stato trasportato al Borgo Trento di Verona, dove è stato affidato alle cure dei sanitari.
Una catena di soccorso decisiva
L’episodio evidenzia il ruolo che possono assumere i primi soccorritori in caso di arresto cardiaco. In questa circostanza, infatti, l’intervento non è iniziato con l’arrivo dell’ambulanza, ma immediatamente dopo il malore, grazie alla presenza degli amici che stavano giocando con il 61enne.
Il massaggio cardiaco eseguito dagli astanti, le indicazioni fornite telefonicamente dal Suem 118 e l’utilizzo tempestivo del defibrillatore hanno preceduto l’arrivo dell’automedica e dell’ambulanza. Una sequenza di interventi che ha permesso di mantenere attiva la catena dei soccorsi fino alla presa in carico da parte del personale sanitario.
L’uomo è stato quindi trasferito all’ospedale veronese per proseguire l’assistenza e gli accertamenti successivi all’arresto cardiaco.
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