Verona, cedro malato in piazza Vittorio Veneto: al via l’abbattimento

Il tronco presenta necrosi su oltre metà della circonferenza, oltre a infezioni e carie. L’albero sarà sostituito con un tiglio alto più di cinque metri.

È stato allestito il cantiere per la rimozione del cedro presente in piazza Vittorio Veneto a Verona. L’area intorno all’albero è stata transennata a partire da mercoledì e, secondo quanto comunicato da Amia, l’abbattimento dovrebbe essere eseguito nella prima metà della prossima settimana, condizioni meteorologiche permettendo.

La decisione arriva al termine di un percorso di monitoraggio e interventi di cura portati avanti negli anni per cercare di preservare l’esemplare. Le verifiche effettuate hanno però evidenziato un progressivo peggioramento delle condizioni dell’albero, fino a rendere necessaria la sua rimozione per ragioni legate alla sicurezza.

Necrosi e carie sul tronco

La perizia ha rilevato necrosi su oltre il 50% della circonferenza del tronco, accompagnate dalla presenza di infezioni e fenomeni di carie. Il quadro sarebbe quindi quello di un albero interessato da un processo di deperimento ormai irreversibile.

La criticità, viene spiegato, non sarebbe riconducibile a uno squilibrio meccanico della pianta, ma al deterioramento progressivo delle sue condizioni. Proprio per questo il caso viene distinto da quello del cedro monumentale di piazza Bra, che si trova invece in buone condizioni vegetative e la cui precedente problematica riguardava l’apparato radicale, risultato ruotato e instabile.

Il Comune ha annunciato che lunedì la Direzione Verde provvederà a collocare nei pressi del cedro un cartello informativo con le motivazioni dell’abbattimento. Attraverso un QR code sarà inoltre possibile accedere alla perizia completa relativa all’albero.

Al posto del cedro arriverà un tiglio

La rimozione delle piante arrivate alla fine del loro ciclo vitale è accompagnata, come sottolineato da Amia, dal programma di sostituzione con nuovi esemplari. La scelta ricade generalmente su alberi giovani e su specie ritenute adatte alle condizioni del luogo in cui vengono messe a dimora.

In piazza Vittorio Veneto è già prevista la sostituzione del cedro. Nelle prossime settimane sarà piantato un tiglio di altezza superiore ai cinque metri, destinato a prendere il posto dell’esemplare che dovrà essere rimosso.

L’intervento rientra nelle attività quotidiane di gestione e manutenzione del patrimonio arboreo pubblico affidate al personale specializzato di Amia.

Oltre 200 nuovi alberi dall’inizio dell’anno

Il lavoro sul verde pubblico non riguarda soltanto piazza Vittorio Veneto. Nelle prossime settimane sono previste potature e interventi di rimonda del secco su un pino di via Colombo e su un cedro presente nei giardini delle scuole Milani.

Altri tre alberi saranno invece rimossi dopo essere stati sottoposti a perizia: si tratta di un pino in via Emo, un secondo pino in via Colombo e un cipresso lungo il viale del cimitero di Santa Lucia. Anche questi esemplari saranno sostituiti nei mesi successivi.

Nel complesso, dall’inizio del 2026 sono già stati effettuati più di 200 reimpianti sul territorio comunale. Tigli, querce, platani, aceri e altre specie sono state messe a dimora in diverse zone della città, andando a sostituire alberi precedentemente rimossi perché malati o considerati a rischio.

Tra gli interventi realizzati figurano tre querce a Porta Nuova, cinque tigli e una Lagerstroemia in piazza Pradaval, nove Pyrus calleryana in viale Oriani e altri dieci in via Rovereto. In viale dell’Agricoltura sono stati piantati 16 Celtis australis, mentre quattro platani hanno trovato posto in viale Galliano. Altri cinque tigli sono stati messi a dimora in via Marin Faliero.

Gli interventi hanno interessato complessivamente diverse aree della città, da Mizzole a Borgo Roma e da San Michele a Montorio.

Le informazioni sulle alberature sottoposte a verifica sono disponibili nella sezione “Verde Pubblico – Alberature” del sito di Amia. La pagina viene aggiornata con le perizie, gli interventi effettuati e quelli programmati, oltre alla documentazione relativa agli alberi destinati alla sostituzione.

 

Immagine d’archivio

Redazione

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