Giovedì sera 13 agosto alcuni militanti del Movimento Centopercentoanimalisti hanno organizzato una protesta davanti all’Arena di Verona in occasione dello spettacolo “Carmina Burana”, evento che ha richiamato numerosi spettatori, tra cui molti visitatori provenienti dall’estero.
I manifestanti hanno scelto uno degli ingressi principali dell’anfiteatro per esporre uno striscione in italiano e inglese dedicato alla vicenda dell’orso Papillon, detenuto presso il centro faunistico del Casteller, in provincia di Trento.
L’iniziativa aveva l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sulla richiesta di trasferimento dell’animale e sulla sua permanenza in cattività, secondo quanto dichiarato dagli organizzatori della protesta.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato e della Digos della Questura di Verona, che hanno identificato i partecipanti al blitz.
Il messaggio dei militanti di Centopercentoanimalisti
Secondo il Movimento, la presenza davanti all’Arena è stata scelta per raggiungere un pubblico numeroso e internazionale, sfruttando la visibilità garantita da uno degli appuntamenti culturali più importanti della città.
I militanti hanno spiegato che la protesta sarebbe stata accolta positivamente dagli spettatori presenti in attesa di entrare nell’anfiteatro. Gli attivisti hanno riferito di aver ricevuto diversi segnali di sostegno da parte delle persone presenti.
Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di liberazione di Papillon, un orso che da anni si trova nella struttura del Casteller dopo le vicende che lo hanno portato all’attenzione pubblica.
Il gruppo animalista ha dichiarato di voler proseguire le iniziative con strumenti ritenuti legittimi per chiedere una soluzione alternativa alla detenzione dell’animale.
La richiesta di un trasferimento in un’oasi
Nel corso della protesta, Centopercentoanimalisti ha sostenuto che alcune strutture europee si sarebbero rese disponibili ad accogliere l’orso Papillon.
Gli attivisti hanno citato anche la disponibilità manifestata da Michela Vittoria Brambilla, affermando che esisterebbero possibilità concrete per trasferire l’animale senza costi a carico della Provincia.
Secondo il Movimento, il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti non avrebbe accolto tale ipotesi, una posizione che gli animalisti contestano chiedendo maggiori spiegazioni.
Il caso dell’orso Papillon continua a dividere
La vicenda di Papillon continua a generare discussioni tra associazioni animaliste, istituzioni e cittadini. Al centro del confronto ci sono il tema della gestione degli orsi problematici, la sicurezza pubblica e le condizioni di vita degli animali ospitati nelle strutture dedicate.
Gli attivisti sostengono che l’orso si trovi in una condizione di isolamento e chiedono un intervento che possa restituirgli una maggiore libertà in un ambiente ritenuto più adeguato.
Il Movimento ha definito Papillon un animale privato della libertà senza una colpa riconosciuta, contestando la classificazione utilizzata per giustificarne la permanenza nella struttura.
La protesta all’Arena rappresenta quindi una nuova iniziativa pubblica nel percorso portato avanti dagli animalisti per mantenere alta l’attenzione sul caso.
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