Dopo quasi sei mesi dall’esplosione avvenuta il 24 febbraio a Prun di Negrar, arriva una soluzione abitativa per una delle famiglie costrette a lasciare la propria casa in seguito alla tragedia che aveva causato la morte di Bruno Savoia, 67 anni.
Ater Verona ha infatti accolto la richiesta del nucleo familiare di poter essere trasferito nel Comune di Sona, dove vive un proprio familiare. La scelta è stata resa necessaria anche dal fatto che l’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale non dispone di immobili di proprietà nel territorio comunale di Negrar di Valpolicella.
Dopo il confronto con le amministrazioni interessate, Ater ha ottenuto il parere favorevole del Comune di Sona, consentendo così di avviare il percorso per il trasferimento.
Esplosione di Prun, la famiglia sarà trasferita a Sona
La soluzione individuata permette alla famiglia Savoia di affrontare la fase di emergenza in un contesto più vicino alla propria rete familiare.
Il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, ha sottolineato proprio questo aspetto, evidenziando come il trasferimento permetterà al nucleo di vivere vicino alla figlia che si occupa dei familiari coinvolti.
Secondo il primo cittadino, il risultato è stato possibile grazie alla collaborazione tra Ater Verona, Regione del Veneto, Comune di Sona e Comune di Negrar.
La vicenda nasce dall’esplosione che il 24 febbraio aveva devastato una palazzina a Prun, costringendo più persone ad abbandonare le proprie abitazioni e aprendo una lunga fase di emergenza abitativa.
Ater Verona accelera i lavori sugli alloggi
Per rendere possibile il trasferimento è stato necessario intervenire anche sulla programmazione degli alloggi disponibili a Sona.
Il presidente di Ater Verona, Emanuele Tosi, ha spiegato che l’ente si è attivato per dare una risposta concreta alla famiglia e contemporaneamente superare le difficoltà legate ai tempi previsti per la sistemazione di alcuni immobili sfitti.
In particolare, tre alloggi necessitavano di lavori di riatto e due di questi erano inizialmente inseriti nella programmazione 2027. La necessità di affrontare una situazione di emergenza ha spinto le istituzioni ad anticipare gli interventi al 2026.
La soluzione è stata trovata attraverso una modifica della programmazione finanziaria.
Regione Veneto e fondi Poe-Fesr, sbloccata la situazione
Ater ha chiesto alla Regione del Veneto di poter modificare la programmazione collegata ai fondi Poe-Fesr, sostituendo i due immobili di Sona con altri due alloggi compatibili con il bando.
La richiesta è stata accolta e questo passaggio ha permesso di sbloccare rapidamente la situazione.
Tosi ha evidenziato come in meno di una settimana sia stato possibile trovare una soluzione operativa, grazie al coordinamento tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti.
L’intervento consente quindi di accelerare la disponibilità degli appartamenti senza compromettere la programmazione complessiva degli interventi già finanziati.
Regione e servizi sociali al fianco delle famiglie coinvolte
Sulla vicenda è intervenuta anche l’assessora ai Servizi Sociali della Regione Veneto, Paola Roma, che ha parlato di un lavoro di squadra costruito sulla collaborazione tra istituzioni e sulla volontà di offrire un sostegno diretto alle persone colpite.
L’assessora ha spiegato che la Regione ha mantenuto un contatto con le famiglie coinvolte nell’esplosione, anche attraverso telefonate dirette, per comprendere le esigenze concrete e accompagnarle durante la fase di emergenza.
L’obiettivo dichiarato è continuare a monitorare la situazione, verificando che nessuno dei nuclei colpiti rimanga senza il supporto necessario.
La gestione della vicenda non si limita quindi agli aspetti amministrativi, ma comprende anche il coordinamento dei servizi sociali e degli interventi di assistenza.
Negrar, continua il sostegno dopo la tragedia
Per il Comune di Negrar la sistemazione della famiglia rappresenta un passaggio importante, ma non conclude il percorso avviato dopo la tragedia.
Le conseguenze dell’esplosione del 24 febbraio hanno infatti coinvolto più nuclei familiari e richiesto l’attivazione di una rete istituzionale per affrontare problemi abitativi, sociali e amministrativi.
Rossignoli ha ringraziato gli enti coinvolti per aver accolto la richiesta avanzata dal Comune e per aver reso possibile una soluzione abitativa non scontata in un momento di particolare fragilità .
La famiglia potrà così risiedere a Sona durante la fase di emergenza, mantenendo un legame diretto con la propria rete di supporto familiare.
Una risposta concreta dopo quasi sei mesi
Dopo mesi di attesa, la soluzione raggiunta segna un primo risultato concreto per una delle famiglie colpite dall’esplosione di Prun.
Il trasferimento a Sona è stato reso possibile dall’anticipo dei lavori sugli alloggi e dalla modifica della programmazione regionale, che ha consentito di accelerare tempi altrimenti più lunghi.
Il caso mostra come il coordinamento tra enti locali, Ater e Regione possa diventare decisivo nelle situazioni di emergenza abitativa.
Per le famiglie coinvolte resta comunque aperta una fase complessa, ma la disponibilità di un nuovo alloggio rappresenta un passaggio fondamentale verso una maggiore stabilità dopo la tragedia del 24 febbraio.
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