È stato necessario un lungo intervento dei soccorritori per riportare sotto controllo l’incendio divampato nella serata di venerdì 7 agosto nella zona della Forca, a Tignale, nell’Alto Garda Bresciano. Le fiamme hanno interessato una superficie boschiva stimata in circa 4.500 metri quadrati, sviluppandosi in un’area caratterizzata dalla presenza di vegetazione resinosa e particolarmente secca.
A rendere più complessa la gestione dell’emergenza è stato anche il vento, che ha favorito la propagazione del fuoco lungo il versante montuoso. La vicinanza di alcune abitazioni civili ha richiesto particolare attenzione da parte delle squadre intervenute.
L’intervento dei mezzi aerei
Per affrontare i punti più difficili da raggiungere da terra è stato disposto l’impiego di due Canadair, arrivati da Genova. I primi lanci d’acqua sono iniziati alle 7.20, con i velivoli impegnati per tutta la mattinata nei continui rifornimenti dal lago.
A supportare l’attività dei Canadair è intervenuto anche un elicottero regionale. Il mezzo ha operato soprattutto nelle zone più impervie, dove l’accesso delle squadre terrestri risultava più complicato, prelevando l’acqua anche da alcune piscine presenti nella zona.
L’utilizzo dei mezzi aerei ha permesso di intervenire direttamente sui focolai distribuiti lungo il versante e di affiancare il lavoro degli operatori impegnati a terra.
Lago di Garda presidiato per consentire gli ammaraggi
Per permettere ai Canadair di effettuare le operazioni sul lago in sicurezza, è stato necessario organizzare un articolato servizio di controllo dello specchio d’acqua.
La Guardia costiera di Salò ha coordinato le attività sul Lago di Garda, con l’impiego di mezzi navali partiti dalle basi di Salò e Torbole. Le imbarcazioni hanno avuto il compito di mantenere libero lo spazio necessario alle manovre dei velivoli e di garantire la sicurezza della navigazione.
Nel presidio dell’area sono state coinvolte anche le forze di polizia e i vigili del fuoco di Riva del Garda, insieme all’unità Golf 4 Pcn e al gruppo Spiagge Sicure di Limone. I controlli hanno interessato in particolare le acque antistanti Limone, Tignale e Gargnano.
Ai naviganti è stato inoltre trasmesso un avviso attraverso il canale WhatsApp della Guardia costiera, con l’indicazione di mantenere una distanza di almeno 1.000 metri dai mezzi aerei impegnati nelle operazioni.
Evacuate 200 persone per precauzione
La presenza delle fiamme nelle vicinanze delle abitazioni ha portato le autorità ad adottare una misura preventiva per tutelare la popolazione. Circa 200 persone, tra residenti e turisti ospitati nelle strutture ricettive della zona, sono state evacuate temporaneamente.
Le forze dell’ordine hanno effettuato verifiche nelle abitazioni interessate per assicurarsi che l’area fosse stata completamente sgomberata e che non vi fossero persone ancora presenti nelle zone esposte al rischio.
Soltanto una volta terminata l’emergenza e ristabilite condizioni di sicurezza è stato possibile consentire il rientro di residenti e ospiti.
Oltre 80 operatori impegnati
Alle operazioni hanno partecipato più di 80 operatori tra vigili del fuoco, volontari della Protezione civile, carabinieri forestali e altri soccorritori. Il personale a terra ha lavorato in coordinamento con gli equipaggi dei mezzi aerei per contenere l’avanzata del fuoco e mettere in sicurezza l’area.
Dopo circa 13 ore di interventi continuativi, la situazione è stata riportata sotto controllo. La fase successiva ha riguardato la bonifica del terreno, indispensabile per individuare e spegnere eventuali focolai rimasti nascosti sotto la vegetazione.
Ipotesi di origine accidentale
Le prime verifiche effettuate sull’accaduto indicherebbero un’origine accidentale dell’incendio. Gli accertamenti proseguono per ricostruire con maggiore precisione le circostanze che hanno provocato l’innesco delle fiamme.
Anche dopo la conclusione della fase più critica, le squadre di soccorso sono rimaste nell’area interessata dal rogo per monitorare il terreno e prevenire una possibile ripresa dell’incendio.
L’intervento ha richiesto quindi l’impiego coordinato di uomini e mezzi terrestri, navali e aerei. La presenza dei due Canadair e dell’elicottero regionale si è rivelata fondamentale per operare nei settori più difficili del versante, mentre il presidio del Lago di Garda ha permesso ai velivoli di effettuare in sicurezza i rifornimenti d’acqua necessari allo spegnimento.
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