L’estate turistica non sembra destinata a fermarsi con Ferragosto. I dati sulle prenotazioni raccolte per i prossimi mesi indicano infatti una domanda ancora sostenuta sul Lago di Garda e a Verona, con prospettive positive anche per settembre e ottobre.
A fornire il quadro aggiornato è l’Osservatorio turistico di Destination Verona & Garda Foundation, sulla base delle rilevazioni HBenchmark. Il mese di luglio si è chiuso con risultati particolarmente positivi sul Garda veneto, dove l’occupazione media delle strutture ricettive ha raggiunto l’85%, registrando un incremento di 2,6 punti percentuali rispetto allo stesso mese del 2025.
Il Garda mantiene livelli elevati
La performance non è stata uniforme tra le diverse aree del lago, pur mantenendosi ovunque su livelli elevati. Il basso lago ha raggiunto un’occupazione media dell’86%, mentre l’alto lago ha superato la soglia dell’82%.
Ancora più significativo è il dato relativo alle prenotazioni già presenti per il periodo agosto-ottobre. Sul Garda risulta infatti già acquisito il 61,4% dell’occupazione prevista.
Il ritmo delle prenotazioni ha inoltre accelerato nelle ultime settimane. Nell’arco degli ultimi quattordici giorni, l’alto lago ha guadagnato 12,4 punti percentuali, mentre il basso lago ha registrato un incremento di ben 20 punti.
Numeri che mostrano come la stagione possa proseguire con una buona intensità anche dopo il tradizionale picco di Ferragosto.
Verona beneficia degli eventi e del turismo internazionale
Anche il capoluogo scaligero ha archiviato luglio con percentuali elevate. L’occupazione media sull’intera destinazione Verona si è attestata all’83,1%, mentre considerando esclusivamente il territorio comunale il dato è salito all’85,6%.
Particolarmente significativa la performance del centro storico, dove il tasso di occupazione ha sfiorato l’87,5%.
Per i tre mesi compresi tra agosto e ottobre, Verona presenta attualmente un livello di prenotazioni già acquisito pari al 49,5%, mentre nel centro storico è stata superata la quota del 56%.
Un altro indicatore positivo riguarda la permanenza degli ospiti in città. La durata media del soggiorno è infatti salita a 3,2 notti, un dato considerato rilevante per consolidare gli effetti economici della presenza turistica.
A sostenere i risultati di luglio hanno contribuito anche alcuni importanti appuntamenti, tra cui i concerti dei Lumineers e dei Duran Duran e lo spettacolo di Roberto Bolle.
Germania, Regno Unito e Stati Uniti i mercati principali
Il turismo internazionale continua a rappresentare una componente fondamentale della domanda. Per Verona, tra i principali mercati esteri figurano Germania, Regno Unito e Stati Uniti.
Sul Garda il peso dei visitatori stranieri è particolarmente marcato. Nell’alto lago la Germania rappresenta il 49,9% delle presenze, mentre nel basso lago il Regno Unito si colloca al secondo posto tra i mercati di riferimento, con una quota del 18,8%.
La forte componente internazionale emerge anche osservando i dati relativi alla spesa. Secondo le rilevazioni sui pagamenti Mastercard, nel primo semestre del 2026 le transazioni sono aumentate del 6% nel centro storico di Verona e del 12% sul Garda rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
I visitatori stranieri hanno generato il 64% della spesa nel centro storico scaligero e addirittura il 74% sul Garda.
La sfida resta aumentare la permanenza
Il quadro positivo non esclude alcuni obiettivi ancora da consolidare. Tra questi c’è la necessità di favorire soggiorni più lunghi e rafforzare il rapporto diretto tra strutture ricettive e clienti, attraverso una maggiore quota di prenotazioni effettuate senza intermediari.
L’andamento della permanenza media a Verona, salita a 3,2 notti, rappresenta in questo senso un segnale favorevole, ma il settore continua a considerare l’incremento della durata dei soggiorni una delle principali leve per accrescere il valore generato dal turismo.
Settembre e ottobre decisivi per il Garda
Le indicazioni attuali fanno guardare con ottimismo anche alla parte conclusiva della stagione. Sul Garda, le prenotazioni già raccolte evidenziano una domanda ancora attiva dopo Ferragosto, con settembre e ottobre che potrebbero assumere un peso determinante nel bilancio turistico del 2026.
Le previsioni degli operatori lasciano intravedere la possibilità che il Garda chiuda l’anno con una crescita di alcuni punti percentuali rispetto al 2025.
Il quadro complessivo suggerisce quindi una progressiva destagionalizzazione della domanda. Verona e il Garda vengono sempre più considerati come componenti di una destinazione integrata, capace di offrire esperienze differenti e di intercettare flussi turistici in periodi diversi dell’anno.
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