Verona sostiene i centri estivi privati con contributi fino a 20mila euro

La Giunta comunale finanzia attività per bambini e ragazzi dal 24 agosto al 9 settembre 2026 con tariffe agevolate per aiutare le famiglie nella fase finale dell’estate

Palazzo Barbieri

Il Comune di Verona mette a disposizione fino a 20mila euro di contributi per sostenere l’apertura di centri estivi privati dedicati a bambini e ragazzi nella seconda parte dell’estate 2026.

La misura approvata dalla Giunta comunale riguarda il periodo compreso tra il 24 agosto e il 9 settembre 2026, una fase particolarmente delicata per molte famiglie: le attività estive comunali, i Grest e le iniziative organizzate da associazioni e parrocchie sono spesso già terminate, mentre l’anno scolastico deve ancora riprendere.

L’obiettivo dell’amministrazione è creare una continuità nei servizi educativi e offrire alle famiglie un sostegno concreto nella gestione della conciliazione tra vita lavorativa e cura dei figli.

Il contributo punta a garantire nuove opportunità educative e ricreative proprio nelle settimane in cui diminuiscono le alternative disponibili.

Il finanziamento arriva dal Dipartimento per le Politiche della famiglia

Le risorse stanziate fanno parte del bilancio comunale 2026 e derivano da un finanziamento statale assegnato al Comune di Verona dal Dipartimento per le Politiche della famiglia della presidenza del Consiglio dei ministri.

Il fondo è destinato al potenziamento dei servizi socio-educativi rivolti ai minori e si aggiunge alle altre iniziative già attivate dal Comune.

Tra gli interventi già previsti rientrano infatti circa 4mila posti nei centri estivi comunali per bambini dai 3 ai 12 anni, oltre agli stanziamenti per il potenziamento dei pranzi destinati a Grest e attività ricreative estive, l’estate nido e il sostegno alle scuole dell’infanzia paritarie convenzionate.

Chi può organizzare i centri estivi

Possono partecipare al progetto diversi soggetti senza scopo di lucro regolarmente costituiti, tra cui:

  • associazioni sportive dilettantistiche e società sportive dilettantistiche;
  • enti del Terzo settore;
  • associazioni di promozione sociale;
  • associazioni culturali, ricreative e socio-educative.

Le attività dovranno essere realizzate sul territorio comunale e rivolte a bambini e ragazzi dai 3 ai 13 anni nel periodo compreso tra fine agosto e inizio settembre.

Tra i requisiti richiesti figurano la proposta di attività di avviamento allo sport, senza prevedere preparazioni agonistiche avanzate o precampionati, e il rispetto dei principi di inclusione e non discriminazione.

Gli organizzatori dovranno inoltre garantire, compatibilmente con la propria struttura organizzativa, la partecipazione di minori con disabilità.

Tariffe agevolate per le famiglie

Gli enti che aderiranno all’iniziativa dovranno applicare prezzi ridotti per consentire una maggiore accessibilità ai servizi.

Le tariffe previste sono:

  • 40 euro a settimana per il servizio a giornata completa dalle 8.30 alle 16.30 con pranzo incluso;
  • 30 euro a settimana per la giornata completa con pranzo al sacco fornito dalla famiglia;
  • 20 euro a settimana per il servizio di mezza giornata dalle 8.30 alle 12.30 o alle 13 senza pasto.

Per periodi inferiori alla settimana lavorativa, il costo dovrà essere calcolato in proporzione alla durata effettiva del servizio.

Contributi calcolati in base alle attività svolte

Il sostegno economico del Comune sarà assegnato considerando diversi elementi, tra cui il numero degli iscritti, la durata del centro estivo e le spese effettivamente sostenute e documentate dagli organizzatori.

Il contributo potrà coprire il disavanzo fino a:

  • 700 euro a settimana per gruppo per il servizio a giornata intera con pranzo incluso;
  • 500 euro a settimana per gruppo per la giornata completa senza pranzo;
  • 400 euro a settimana per gruppo per la mezza giornata senza pasto.

Per attività più brevi rispetto alla settimana gli importi saranno ridotti proporzionalmente.

Ogni gruppo dovrà essere formato da un minimo di 8 partecipanti e un massimo di 15 iscritti, con un rapporto tra bambini e operatori non superiore a 1 educatore ogni 15 minori.

Le dichiarazioni del Comune

L’assessora alle Politiche scolastiche ed educative Elisa La Paglia ha spiegato che l’intervento nasce dalla necessità di rispondere alle esigenze delle famiglie durante un periodo dell’anno in cui l’offerta educativa si riduce.

“Il nostro obiettivo – ha dichiarato – è venire incontro al fabbisogno delle famiglie di conciliazione del tempo vita lavoro, promuovendo il potenziamento dei servizi socio-educativi rivolti a bambine e bambini e ragazze e ragazzi in un periodo non coperto da altre offerte”.

Domande aperte da settembre

L’avviso pubblico con il modulo di partecipazione e tutta la documentazione necessaria sarà disponibile da venerdì 7 agosto 2026 sul sito istituzionale del Comune di Verona.

Le domande potranno essere presentate dal 1° al 18 settembre 2026, seguendo le modalità indicate nell’avviso.

Per informazioni è possibile contattare la Direzione Servizi Formativi e dell’Istruzione del Comune di Verona al numero 045/8079653 oppure tramite email all’indirizzo progettieducativi@comune.verona.it.

Redazione

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