Veneto, i medici di famiglia entrano nelle Case di Comunità

La Regione avvia il nuovo modello organizzativo con la presenza dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità. Obiettivo: rafforzare l'assistenza territoriale e ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso.

Prende il via in Veneto il percorso che porterà i medici di medicina generale a operare all’interno delle Case di Comunità, le strutture territoriali realizzate grazie ai fondi del Pnrr per avvicinare i servizi sanitari ai cittadini. L’iniziativa è stata definita attraverso un documento applicativo della delibera regionale n. 622, condiviso dall’assessore alla Sanità Gino Gerosa e dalle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale Fimmg, Smi, Snami e Fmt.

Attualmente sul territorio regionale sono 99 le Case di Comunità attive, che rappresentano uno dei pilastri della riorganizzazione della sanità territoriale prevista dalla Missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Il nuovo modello prevede la presenza volontaria dei medici di famiglia nelle Case di Comunità con una retribuzione di 60 euro l’ora per le attività aggiuntive, finanziata attraverso risorse regionali già stanziate. Le prestazioni svolte nelle strutture si aggiungeranno quindi alla normale attività ambulatoriale dei professionisti e non la sostituiranno.

Secondo quanto illustrato dalla Regione, la presenza dei medici consentirà di gestire le richieste dei cittadini sia attraverso l’accesso diretto sia tramite il numero unico 116117, contribuendo a migliorare la presa in carico dei pazienti e a ridurre gli accessi non urgenti agli ospedali, in particolare ai Pronto Soccorso.

L’organizzazione prevede che il medico di medicina generale sia presente nelle Case di Comunità nella fascia oraria compresa tra le 8 e le 20, secondo una programmazione che terrà conto anche dell’attività svolta nei propri ambulatori principali e secondari. Nelle ore notturne, dalle 20 alle 8, così come nei giorni prefestivi e festivi, l’assistenza continuerà a essere garantita dal servizio di continuità assistenziale, la cosiddetta guardia medica.

Tra le attività previste figurano l’utilizzo degli strumenti di diagnostica di base, il supporto ai pazienti fragili, il monitoraggio delle persone con patologie croniche e dei pazienti dimessi dagli ospedali, oltre alla collaborazione con gli infermieri di famiglia, la Centrale Operativa Territoriale e gli altri professionisti presenti nelle strutture.

I medici parteciperanno inoltre alle campagne vaccinali organizzate dai Dipartimenti di prevenzione e contribuiranno ai percorsi che consentiranno di assegnare direttamente ai cittadini il giorno e l’orario di visite o prestazioni sanitarie, evitando la necessità di procedere autonomamente alla prenotazione.

Le disposizioni contenute nel documento resteranno valide fino alla definizione del nuovo Accordo Integrativo Regionale, che disciplinerà in maniera organica il ruolo dei medici di medicina generale nella nuova organizzazione sanitaria.

La Regione ha inoltre confermato di aver raggiunto gli obiettivi fissati dal Pnrr per l’attivazione delle Case di Comunità, con 99 strutture già operative distribuite nelle nove aziende Ulss del Veneto. Tra queste, l’Ulss 9 Scaligera dispone di 20 Case di Comunità attive, mentre le altre aziende sanitarie hanno completato o sono prossime a completare il piano previsto.

Soddisfazione è stata espressa anche dalla Fimmg Veneto. Il segretario regionale Enrico Peterle ha definito l’avvio del progetto un primo passo verso il nuovo modello di assistenza territoriale, sottolineando come il confronto con la Regione abbia chiarito che si tratta di attività aggiuntive, volontarie e finanziate con risorse dedicate, senza ridurre il tempo destinato all’assistenza quotidiana negli ambulatori.

L’obiettivo condiviso è quello di rafforzare la medicina generale, migliorare l’integrazione tra i professionisti e rendere più efficace la risposta ai bisogni sanitari della popolazione, soprattutto nelle aree che registrano una carenza di medici di famiglia, garantendo al tempo stesso un servizio sempre più vicino ai cittadini.

Redazione

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