Smantellata la rete dello sfruttamento della prostituzione: arrestati gli ultimi latitanti

I due ricercati sono stati rintracciati in Romania grazie alla cooperazione internazionale e trasferiti in Italia. L'indagine ha fatto emergere un'organizzazione attiva in diverse province del Nord con un giro d'affari di circa 300 mila euro al mese.

Carabinieri Verona

Si è conclusa con l’arresto degli ultimi due ricercati la vasta operazione che ha disarticolato un’organizzazione criminale dedita allo sfruttamento della prostituzione, attiva tra diverse province del Nord Italia. I due indagati, che si erano sottratti all’esecuzione delle misure cautelari emesse nei loro confronti, sono stati individuati in Romania grazie alla collaborazione tra le autorità italiane e l’Interpol.

Dopo il fermo sul territorio rumeno, entrambi sono stati estradati in Italia e condotti nel carcere romano di Rebibbia, dove è stata eseguita l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Rovereto.

L’operazione investigativa, condotta dai carabinieri della compagnia di Arco, ha consentito di ricostruire l’attività di un gruppo formato da nove cittadini stranieri, di età compresa tra i 26 e i 38 anni, ritenuti responsabili di aver organizzato un sistema strutturato per il reclutamento e lo sfruttamento di giovani donne destinate alla prostituzione.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione avrebbe operato tra febbraio 2024 e gennaio 2025, periodo durante il quale sarebbero state coinvolte 15 donne di età compresa tra i 22 e i 31 anni, reclutate all’estero e trasferite in Italia per essere inserite nel circuito della prostituzione.

Le giovani venivano ospitate in numerose strutture ricettive distribuite nelle province di Verona, Trento, Bergamo, Padova, Mantova e Brescia, aree considerate strategiche per l’attività del sodalizio. Ogni giorno il gruppo pubblicava inserzioni su portali online dedicati agli incontri, promuovendo gli appuntamenti e gestendo l’organizzazione degli spostamenti.

Gli stessi componenti dell’organizzazione svolgevano anche il ruolo di autisti, accompagnando le donne presso le abitazioni dei clienti in cambio di un compenso aggiuntivo. Un sistema che, secondo gli investigatori, consentiva di mantenere un controllo costante sull’attività e di massimizzare i profitti derivanti dallo sfruttamento.

L’inchiesta ha inoltre evidenziato un volume d’affari stimato in circa 300 mila euro al mese. Le somme incassate sarebbero state successivamente trasferite all’estero e reinvestite nell’acquisto di immobili di pregio, automobili di lusso e beni di valore come gioielli. Alle donne coinvolte venivano invece garantiti benefit quali abiti firmati, accessori di lusso, trattamenti nei centri estetici e cene in ristoranti esclusivi.

L’attività investigativa ha avuto ulteriori sviluppi anche nei confronti di alcune strutture ricettive. Il gestore di un residence è stato denunciato con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione, mentre altri nove responsabili di alberghi e residence sono stati deferiti per non aver comunicato alle autorità di pubblica sicurezza la presenza degli ospiti, come previsto dalla normativa vigente.

Gli arresti eseguiti in Romania rappresentano l’epilogo di un’indagine iniziata mesi prima e già sfociata, nel febbraio 2025, nelle prime misure cautelari nei confronti dei presunti appartenenti al gruppo criminale. Con la cattura degli ultimi due latitanti, resa possibile attraverso il mandato di arresto europeo e la cooperazione internazionale tra le forze di polizia, l’intera organizzazione è stata definitivamente smantellata, chiudendo un’inchiesta che ha interessato più territori e coinvolto numerosi soggetti.

Redazione

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