L’ex Casa Sant’Angela di Verona potrà essere utilizzata temporaneamente per attività di accoglienza e social housing, grazie alla convenzione approvata dalla giunta comunale tra il Comune e la Diocesi scaligera. L’accordo riguarda una parte del complesso di Palazzo Guarienti, situato tra via Sant’Angela Merici, Vicolo Vento e Vicolo Torcoletto.
Il progetto nasce dalla volontà della Diocesi di Verona di destinare gli spazi a iniziative di co-housing sociale rivolte a persone in difficoltà abitativa, offrendo una soluzione temporanea a chi si trova in condizioni di vulnerabilità e necessita di un luogo stabile in cui vivere.
L’immobile, in parte sottoposto a vincolo monumentale, ha ottenuto il via libera della Soprintendenza per gli interventi necessari all’adeguamento degli ambienti. Le opere previste saranno limitate e riguarderanno esclusivamente modifiche interne di modesta entità, sufficienti a rendere gli spazi compatibili con le nuove funzioni di accoglienza.
La convenzione avrà una durata iniziale di tre anni, seguendo il modello già approvato dal consiglio comunale per questo tipo di iniziative. Al termine del periodo previsto sarà possibile richiedere una proroga, presentando una motivazione specifica almeno 60 giorni prima della scadenza. La richiesta sarà successivamente valutata dalla giunta comunale.
L’obiettivo dell’intervento è quello di trasformare un patrimonio immobiliare esistente in una risorsa a sostegno delle persone che attraversano momenti di difficoltà. Il progetto punta infatti a creare un ambiente abitativo condiviso, capace di accompagnare i beneficiari verso una maggiore autonomia e una migliore integrazione nel tessuto cittadino.
L’amministrazione comunale ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa come risposta concreta all’emergenza abitativa, un fenomeno che coinvolge sempre più persone e che richiede la collaborazione tra istituzioni pubbliche, realtà religiose e soggetti del territorio.
La vicesindaca con delega all’edilizia privata Barbara Bissoli ha espresso soddisfazione per la possibilità di sostenere il progetto promosso dalla Diocesi, evidenziando come l’iniziativa possa offrire un luogo sicuro a persone con fragilità diverse, permettendo loro di affrontare un nuovo percorso di vita senza il peso dell’incertezza abitativa.
Anche l’assessora alle politiche sociali Luisa Ceni ha evidenziato il ruolo centrale della casa nei percorsi di inclusione. La stabilità abitativa rappresenta infatti un elemento fondamentale per favorire l’integrazione e rafforzare la coesione sociale, soprattutto per le persone più vulnerabili.
Secondo l’amministrazione, affrontare il problema dell’emergenza abitativa richiede una strategia condivisa e un lavoro coordinato tra tutti gli attori coinvolti. In questo quadro, la collaborazione con la Diocesi viene considerata un elemento importante per ampliare le risposte disponibili sul territorio e sostenere chi si trova in condizioni di maggiore difficoltà.
Il riuso temporaneo dell’ex Casa Sant’Angela rappresenta quindi un nuovo esempio di valorizzazione di spazi esistenti attraverso finalità sociali, con l’obiettivo di mettere a disposizione della comunità luoghi destinati all’accoglienza e al sostegno delle persone fragili.
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