Si è concluso con un arresto l’intervento effettuato nella serata di domenica 2 agosto a Casaleone, dove i carabinieri sono stati chiamati a supportare il personale sanitario del 118 impegnato nella gestione di un uomo in evidente stato di agitazione all’interno di un edificio semiabbandonato.
Protagonista della vicenda è un 28enne di nazionalità marocchina, senza fissa dimora in Italia e già conosciuto dalle forze dell’ordine. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale, al termine di un’operazione condotta dai militari della stazione di Cerea insieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Legnago.
Secondo quanto ricostruito dall’Arma, i carabinieri stavano svolgendo un normale servizio di controllo del territorio lungo le vie del centro cittadino quando la centrale operativa di Legnago ha richiesto il loro intervento a supporto degli operatori sanitari.
All’arrivo sul posto, i militari avrebbero tentato di identificare il 28enne, che si trovava in una condizione di forte alterazione, ritenuta probabilmente riconducibile all’assunzione di sostanze stupefacenti. Durante le operazioni, l’uomo avrebbe reagito con violenza, cercando ripetutamente di colpire i carabinieri intervenuti.
Dopo alcuni momenti di tensione, le forze dell’ordine sono riuscite a riportare la situazione sotto controllo e a bloccare il giovane, procedendo quindi alla sua identificazione e agli accertamenti di rito.
Conclusi gli adempimenti di polizia giudiziaria, il 28enne è stato accompagnato presso la stazione dei carabinieri di Cerea. Informata la Procura della Repubblica, è stato dichiarato in arresto e successivamente trasferito nelle camere di sicurezza del comando di Legnago, dove è rimasto in attesa dell’udienza con rito direttissimo.
Nella mattinata di lunedì l’indagato è comparso davanti al Tribunale di Verona. Il giudice ha convalidato l’arresto e, a seguito del patteggiamento, ha disposto una condanna a sei mesi di reclusione, concedendo la sospensione della pena.
L’intera vicenda è ora definita sotto il profilo giudiziario per quanto riguarda il procedimento celebrato con rito direttissimo, fermo restando che ogni valutazione è stata effettuata sulla base degli atti presentati all’autorità giudiziaria.
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