È fissata per questa mattina alle 9.30, nel carcere di Montorio, l’udienza di convalida dell’arresto di Andrea Rizzardi Recchia, il 52enne accusato di aver ucciso la madre Grazia Rizzardi, 89 anni, nella loro abitazione di via Boccioni, nel quartiere Borgo Venezia.
L’uomo comparirà davanti alla giudice per le indagini preliminari Carola Musio per la valutazione della misura cautelare. Rizzardi Recchia, assistito dagli avvocati Stefano Ederle e Stefano Marcolini, dovrà affrontare il primo passaggio giudiziario dopo la confessione resa agli inquirenti.
Il delitto si è consumato venerdì mattina all’interno dell’appartamento dove madre e figlio vivevano insieme. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 52enne avrebbe colpito la madre con un coltello due volte, per poi contattare un’amica di famiglia e raccontarle quanto accaduto. Al momento della chiamata avrebbe ancora avuto con sé l’arma.
L’intervento delle forze dell’ordine è avvenuto poco dopo. Gli agenti della Squadra Volanti hanno raggiunto l’abitazione e hanno arrestato l’uomo, che non avrebbe opposto resistenza. Successivamente è stato accompagnato in Questura, dove nel pomeriggio dello stesso giorno è stato ascoltato dal sostituto procuratore Alberto Sergi.
Durante l’interrogatorio, Rizzardi Recchia ha fornito la propria versione dei fatti, spiegando di aver agito perché, a suo dire, la madre sarebbe stata «stanca di vivere» e avrebbe espresso più volte questo disagio. L’uomo avrebbe inoltre dichiarato di avere un forte legame affettivo con la madre.
La vicenda ha colpito anche per il rapporto che, secondo le testimonianze raccolte, esisteva tra i due. Non sarebbero emersi contrasti o conflitti familiari: chi li conosceva descriveva una relazione basata sulla cura e sulla vicinanza reciproca.
La famiglia viveva in modo molto riservato. Grazia Rizzardi, affetta da una malattia neurodegenerativa che le aveva causato difficoltà motorie, trascorreva gran parte del tempo in casa e negli ultimi periodi non usciva quasi mai dall’abitazione. Erano soprattutto i residenti dello stesso stabile ad aver avuto occasionalmente modo di incontrarla.
Il figlio si occupava quotidianamente di lei, gestendo le necessità della vita di tutti i giorni. Era lui a occuparsi della spesa, delle commissioni e delle attività necessarie per assistere la madre nella sua quotidianità. Una presenza costante che aveva contribuito a mantenere la loro vita familiare lontana dall’attenzione degli altri.
Proprio questo contesto rende ancora più drammatica la vicenda: una tragedia maturata all’interno delle mura domestiche, in un ambiente che per anni era stato caratterizzato da tranquillità e riservatezza.
Ora Rizzardi Recchia è formalmente accusato di omicidio aggravato e dovrà affrontare il percorso giudiziario che seguirà all’udienza di convalida dell’arresto. Gli inquirenti continueranno ad approfondire ogni elemento utile per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e le motivazioni che hanno portato al gesto.
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